Ristorante Met – Hotel Metropole – Venezia

pranzo del 18 aprile 2010

Venezia che muore/Venezia appoggiata sul mare/la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi/Venezia la vende ai turisti/che cercano in mezzo alla gente l’Europa o l’Oriente/che guardano alzarsi alla sera il fumo o la rabbia di Porto Marghera (F. Guccini)

Così avrei voluto incominciare il mio racconto sul Met. Avrei poi speso volentieri qualche parola sulla mattinata trascorsa a smarrirci con piacere tra le calli allungando scientemente il percorso. Così per prolungare quella leggerezza che precede la festa. Una sensazione che abbiamo nei mesi imparato a conoscere e nella quale amiamo oramai crogiolarci come lucertole al primo sole estivo.

Sarei così passato a narrarvi, stimati lettori, di come, assieme alla coppia di amici che ci accompagnava, abbiamo varcato fiduciosi nientemeno che la soglia dell’Hotel Metropole, uno di quei luoghi “da signori” che nelle nostre precedenti visite alla città abbiamo forse sfiorato con lo sguardo neanche troppo interessati, o forse un poco sì, mentre immaginavamo facoltosi turisti stranieri che potevano permettersi di soggiornare entro mura così costose circondati da inarrivabile lusso e favolose libagioni.

Chissà, forse avrei accennato al consommé di gallina con aromi dolci agrumi e spezie, insolito ed originalissimo modo per aprire lo stomaco all’esperienza. Lo avrei definito un incipit gradevole e stimolante.

Certamente non avrei omesso di raccontarvi dell’antipasto ovvero della triglia laccata all’aperol con crema di cocco e lemongrass. Un piatto strepitoso capace di andare oltre il seppur perfetto contrasto amaro-aperol dolce-cocco. Una portata piena di gusto, splendida in bocca, appagante grazie anche alla scelta indovinatissima della triglia pesce grasso e non certo povero di sapori.

Vi avrei raccontato come questa pietanza ci avesse incredibilmente entusiasmato, come fossimo letteralmente elettrizzati e colmi di emozionanti aspettative.

Ma non lo farò.

Non lo farò perché proprio dopo questa portata strepitosa si è avvicinata al tavolo la responsabile di sala che mi ha apostrofato più o meno in questo modo. “Lei ha avuto il permesso di fare ALCUNE foto. Lo chef tiene a precisare che non è possibile fotografare TUTTI i piatti.”

Seguono due secondi, due orribili secondi nei quali tento disperatamente di prendere coscienza della situazione, cerco di raccapezzarmi, di collegare gli avvenimenti. Penso alla email inviata dall’infallibile Patatone che conteneva espressamente la richiesta di permesso di fare fotografie. Ricordo allora la sua telefonata di qualche giorno prima nella quale mi riferiva che tutto era a posto e che il permesso era stato accordato e la prenotazione confermata.

Devo reagire. Cerco di spiegarmi. “Cosa significa ALCUNE? Quante sono ALCUNE?” ribatto incredulo e vagamente avvilito. La risposta è secca, esiziale: “Quattro o cinque, non TUTTE”.

Rimaniamo a fissarci negli occhi per qualche tempo. Da ospite divertito mi sento ora un ladro colpevole di qualche assurda nefandezza. Patatone tace e rimarrà in stato di catalessi per un’ora buona. Meccanicamente, con gesti rapidi, ripongo la macchina dove non la estrarrò più, cercando così di nascondere le prove del delitto. Non ho nessuna intenzione di scegliere QUALI portate fotografare, nemmeno so cosa mi arriverà.

Il suono del richiamo, freddo come un’accusa fa evaporare all’istante la nostra allegria. Nel silenzio sospeso ed imbarazzato si ode solo il suono smisuratamente stentoreo e fastidiosissimo del game boy del bambino nel tavolo accanto che insiste, noncurante, a collezionare punti preziosi.

Peccato, perchè al Met si mangia bene. Corrado Fasolato è uno chef che ha talento e voglia di fare.

Ristorante MET
Riva Degli Schiavoni, 4149
30122 Venezia
T 041 5205044
www.hotelmetropole.com

63 risposte a “Ristorante Met – Hotel Metropole – Venezia

  1. Mah. Credo ci sia poco da commentare.

  2. Conosco Fasolato, se la decisione è sua è stato un fesso, se la decisione è dell’albergo sono dei fessi al quadrato.

    • @Stefano Bonilli,
      sarebbe piacevole ora avere le foto di quel pranzo. Sia perché ne sarebbe uscito un bel racconto sia perché alcuni piatti erano davvero bellissimi.
      A fine pranzo ne abbiamo parlato con lo chef che, ovviamente, non si è potuto sbilanciare. Sarei curioso di sapere se ora, a freddo, ha cambiato idea sulle foto.

      p.s. grazie, davvero, per il commento.

  3. lo scortesia, per non dire di peggio, della persona che ti ha “cazziato” mi è stata riportata da altre persone. Non assaggerò la cucina del Met, me ne farò una ragione. il cliente è sovrano (e di questi tempi la frase vale ancora di più).

    • @Andrea

      La sala è un lavoro duro ed è facilissimo commettere errori. Domenica ce ne sono stati un po’ troppi, a mio modesto avviso. Pazienza, vorrà dire che, come in tutte le cose, c’è qualche buon margine di miglioramento.
      Se capiti a Venezia però ti consiglio comunque di provare la cucina del Met. Alcuni passaggi sono davvero emozionanti.

      Au

  4. Rispondiamo molto volentieri alla critica che ci è stata fatta riguardo il pranzo di domenica.
    Pensiamo di non avere mancato di rispetto a questo cliente che aveva chiesto nella sua e-mail il permesso di fotografare. Rispondendo qualche foto, il concetto per noi era chiarissimo, non significava certo tutti i piatti ma solo alcuni. Il menù scelto dal Signore, è di 12 portate, pensiamo che se avessimo scritto 4 o 5 , forse sarebbe stato più brutto.
    Ci dispiace moltissimo che questo abbia innescato una polemica, ma quello che ci dispiace di più è che il “cliente” in questione, abbia espressamente detto durante la conversazione con lo chef che ,avrebbe avuto voglia di riguardarsi le foto più in là nel tempo, per potersi ricordare dei piatti mangiati. Il nostro intento non è certo questo, bensì creare emozioni e sensazioni tali, da ricordarsi del piatto senza bisogno di guardare una foto ( potremmo fare un elenco di piatti mangiati da noi ,in vent’anni, in altri Ristoranti, che ci ricordiamo come fosse stato ieri ).
    . Pensiamo inoltre che un “cliente ” così attento e interessato al cibo e ad un pranzo davvero speciale, sprechi tempo per fare 4 o 5 scatti ad ogni piatto, così come accaduto, facendo sminuire il piatto stesso, che perde così profumi e temperatura. Per noi del Met, l’idea di pranzo o cena “speciale”, è dato da un insieme di fattori quali: accoglienza, ambiente, cibo, servizio, calda atmosfera. Il lavoro della sala è vero è un lavoro duro, soprattutto per il fatto che ci si trova davanti persone di ogni genere e , riteniamo che fare errori sia umano… ci scusiamo per questo.
    Rispettiamo il fatto che per alcune persone “normali” non giornalisti che lo fanno di mestiere, sia giusto perdere tempo davanti a un piatto a scrivere e fotografare per tutta la durata di una cena invece di rilassarsi e trascorrere qualche ora serena, oltre che a commentare e criticare; pensiamo in questo caso di non aver raggiunto il nostro scopo e, forse di aver sbagliato qualcosa…ci scusiamo anche per questo.
    Accettiamo e rispettiamo la critica che ci è stata fatta e così vorremmo che il rispetto fosse ricambiato davanti alla volontà dello chef di non fotografare i suoi piatti. Non essendo noi amanti di questo tipo di pubblicità forse, se il “cliente ” in questione ci avesse detto da subito chi fosse, nella sua e-mail di prenotazione e, quali fossero le sue intenzioni e cioè, di pubblicare il tutto su di un forum, la nostra risposta sarebbe stata decisamente negativa.

    • Replico volentieri a questo lungo commento che, a mio parere, malcela, sotto una lievissima coltre di scuse, qualche piccato rimbrotto.

      1- Fatemi capire: se foste stati più precisi nella lettera esplicitando (con correttezza) la limitazione al diritto di fotografare, sarebbe stato secondo voi più brutto rispetto a dirmelo in sala a pranzo già incominciato? Inoltre forse dovreste darvi una regola: sono 5 portate in tutto? E se ne ordinavo solo 5 potevo fotografare tutto il pasto? Allora forse è una percentuale? il 50%?

      2- Se davvero siete in grado di ricordarvi per filo e per segno decine di portate consumate in pranzi di vent’anni fa non posso che invidiare la vostra memoria prodigiosa. Io purtroppo non posseggo tali qualità e girando per passione molti ristoranti a volte rischio di dimenticare alcuni piatti assaggiati e ricordarne solamente pochi. Peraltro il ricordo tende col tempo a modificarsi ed è quindi per me emozionante rivedere come effettivamente fosse un piatto nella realtà.

      3- Io pago il conto, io decido se e come mangiare una portata. Se aspettare 3 secondi, 10 minuti oppure divorarla subito. Se mangiare lentamente o velocemente. E, se ho il permesso, scelgo quanto tempo dedicare ad eventuali scatti fotografici.

      4- certo il lavoro in sala è duro. In quel pranzo sono stati commessi 3 errori a mio modesto giudizio. Ma non mi piace criticare il lavoro degli altri e comunque continuo a pensare che il Met sia un ristorante di altissimo livello sia in sala che in cucina e lo dico senza fasulli salamelecchi

      5- questo non mi è chiaro. Il fatto che a noi piaccia fotografare e commentare lungamente (nel bene e nel male) ogni portata significa che non ci siamo rilassati e non ci siamo goduti il pranzo? Perchè dovreste aver sbagliato qualcosa?
      E poi che ne sapete se in mezzo a noi ci fosse o meno qualcuno che lo fa di “mestiere”. Cosa cambia?

      6- Le critiche, per chiunque, non si possono che accettare, stupide o intelligenti che siano.
      Nella e-mail di prenotazione difficilmente scriviamo che abbiamo un blog (e non un forum) perchè vogliamo evitare trattamenti di favore che, ci crediate o no, qualcuno è portato a concedere sapendo che poi il racconto verrà letto da molti appassionati.
      Se non gradite che vengano pubblicate foto dei piatti e del locale vi basterà chiederlo e noi le toglieremo immediatamente.
      I nostri lettori avrebbero letto (e leggeranno) questo racconto con o senza la foto di una triglia e di una tazzina di brodo, di questo sono certo.

      P.s. Questo post è stato pubblicato dopo una mattinata di intense riflessioni. La Grande Abbuffata è nata per raccontare esperienze e l’idea è narrare quello che vale la pena essere riportato e dunque pubblicare solo luoghi che vale la pena visitare evitando polemiche.
      non a caso in tutto il blog non ne troverete alcuna.
      Se abbiamo pubblicato il racconto è perchè crediamo che il Met sia un posto in cui vale davvero la pena mangiare.

      Se accettate un consiglio da uno che di ristoranti sa ben poco e di certo immensamente meno di voi (e non c’è qui alcuna intenzione di fare sarcasmo) io mi aprirei maggiormente agli appassionati che sono la linfa vitale dei luoghi in cui si celebra l’alta cucina. Andiamo, in cucina c’è uno chef bravissimo, i piatti oltre ad essere buoni sono anche belli. Perchè avere paura di vedere il web invaso da foto delle vostre creazioni? Certo qualche cretino che farà commenti stupidi ci sarà sempre (e questo con o senza foto) ma credete che gli appassionati che vagano per i siti come questo siano così stolti da non comprendere dove si mangia davvero bene?
      Non è pubblicità, sono consigli scambiati da appassionati. E’ diverso e, credo, molto più importante di qualunque pubblicità.

      Nicola Fregni

      • Chapeau per chi non si “annuncia” al ristorante di turno, aprendo il portone a trattamenti di favore (INEVITABILI, non raccontiamoci storielle di etica o quantaltro, non c’è niente di male nel portare acqua al proprio mulino) raccontati poi su Web. Chapeau, in un mondo in cui è all’ordine del giorno la pubblicità travestita da recensione.

        • Dimenticavo, senza polemica alcuna.
          Più di una persona si chiede perchè si parli così poco del MET in rete. Ora la cosa è un pò più chiara, anche se la scelta del ristorante o dello chef deve sicuramente essere rispettata.

  5. Anche alle Calandre esiste lo stesso problema, ahimè. Rimango sempre perplesso, anche se personalmente non amo molto fare foto.

    • @Cristiano

      Sono contento che approvi la nostra scelta di non annunciarci preventivamente.
      Anche io mi ero chiesto come mai si parlasse così poco del Met in rete e adesso entrambi sappiamo perchè.
      Riguardo alle Calandre posso solo dirti che ho scambiato due chiacchiere sull’argomento con Raffaele Alajmo. La mia personalissima impressione (NON supportata da frasi concrete e quindi proprio una MERA impressione) è che in futuro si potrebbero aprire un poco…
      Se vuoi leggere qualche racconto (molto ben scritto ed eccezionalmente corredato da foto) sulle calandre ti consiglio caldamente di andare su http://www.poweredbysararlo.it/

  6. Aureliano e Patatone,
    veramente tanto di cappello per il fatto che non vi annunciate in fase di prenotazione.

  7. non amo fare foto e si .. un pò me ne vergogno..
    forse un giorno mi forzerò perchè vedo qua e là foto meraviglise di piatti meravigliosi.
    credo però che con tutta la vostra eccellente preparzione quello che è successo in sala sia veramente da maleducati!!

  8. Volevo solo sottolineare un aspetto che non è ancora emerso, tutte le critiche qui riportate sono state riferite allo chef in persona alla fine del pranzo, non ci nascondiamo dietro una pagina web.

    Non ci annunciamo prima perchè non c’è nulla da annunciare, siamo solo due appassionati a cui piace scattare foto e raccontare i propri pranzi, non siamo professionisti, mangiamo e beviamo bene pagando il nostro conto.

    Questo post non mi piace, non godo in nessun caso nel polemizzare e spero che torneremo presto a raccontarvi le nostre grandi abbuffate..

    Pat

    • Questo tuo passaggio
      “Non ci annunciamo prima perchè non c’è nulla da annunciare, siamo solo due appassionati a cui piace scattare foto e raccontare i propri pranzi”
      mi piace molto.
      E vorrei fosse da monito per i molti che invece usano annunciarsi, autoinvestendosi di uno pseudopotere che non dovrebbe esistere.

      Viva gli appassionati, i veri gourmet che mangiano per piacere e per cultura, senza mai esser troppo seriosi, e che poi amano raccontarlo.

      Le foto non le faccio mai nemmeno io, ma onestamente l’episodio mi risulta spiacevole a leggersi, come poco piacevole è la replica forse non troppo azzeccata o misurata. Specie per quelle brutte (bruttissime) virgolette sulla parola “cliente”.

      Al Met ci sono stato, una cena sensazionale per un occasione fra le più speciali della mia vita. E ci tornerò senza ombra di dubbio. Ma non mi è piaciuto legger quelle parole.

      Lavorare sorridendo è senza dubbio “più leggero” che il farlo in maniera troppo seriosa.
      Ma non siamo tutti uguali, lo capisco.

  9. la differenza tra un appassionato che scrive e il resto del mondo è quella che ha appena detto Pat: all’appasionato si torcon le budella, quando scrive che qualcosa non ha funzionato.
    la proibizione di fare foto resta a mio avviso una scelta del tutto incomprensibile, anche se qualche chef ha incrinato in qualche modo la mia sicumera. Era IlarioVinciguerra.

  10. E’ la stessa sensazione di quando entro in un museo e non posso fare foto….:-)

  11. Vedete la cosa triste è una… pensate solo a questo… pochi giorni fà una SOLA foto pubblicata in sordina da una Marruccelli su FB di un piatto di Bottura smuove un centinaio di gastrofanatici in quel di Modena, tant’è che il “poveretto” deve fare tre turni per sfamare questi poveri affamati, e poi mi tocca leggere di queste cose…
    Fasolato lo sarei andato a trovare, ma questa chiusura inconcepibile di lui/patron/altri noti mi fà passare la voglia… come diceva il buon Pat, a me piace fissare e poter rivedere quello che ho mangiato ed è assurdo, soprattutto dopo aver speso certe cifre, soprattutto in un luogo pubblico, il non poterlo fare (chiedo la cortesia ai ristoratori di non venirmi a dire che può inastidire gli altri commensali perchè è la più grande cazzata del mondo…)

    • Alcuni chef hanno paura di vedere pubblicati racconti negativi. Io lo capisco. Però se lavori bene ci saranno più che altro pareri Positivi che surclasseranno le critiche. Tra l’altro le stroncature stupide si vedono lontano un miglio
      Ci sono ristoratori osannati sul web perchè sono bravi e non se la tirano per niente. Poi magari hanno anche la sala piena. Pensa che caso.
      E’ così difficile comprenderlo?

      Aureliano

  12. Dispiace che in rete si parli poco di un grande chef come Fasolato, ma ognuno è libero di fare le proprie scelte. Liberi loro di permettere solo “qualche” scatto, liberi noi di scegliere in quale altro posto spendere i nostri soldi.
    Ho sempre pensato che noi clienti abbiamo molto da imparare sedendoci alle tavole dei numerosi ristoranti che frequentiamo: arrivare senza pregiudizi, con la testa libera e assolutamente ricettivi è il regalo più grande che ci possiamo fare. Non amo fare il “professore” e cerco sempre di raccogliere tutti gli input che chef e personale di sala cercano di mandarmi. Fanno un lavoro splendido e difficilissimo e chi mi conosce sa il rispetto che porto a questi professionisti. Sempre.
    Detto questo, che in un qualsivoglia ristorante ci debbano insegnare come rilassarci, come godere di una cena, del nostro tempo e dei nostri soldi, lo trovo assai sconveniente. Vietino le foto e basta.
    Un autogol quello del Met, ne sono sempre più convinto.
    Grazie a questo blog per aver sollevato il “problema”.

  13. …Nel silenzio sospeso ed imbarazzato si ode solo il suono smisuratamente stentoreo e fastidiosissimo del game boy del bambino nel tavolo accanto che insiste, noncurante, a collezionare punti preziosi…
    Oltre alla citazione, una piccola premessa: non amo fare foto, anzi, per certi versi mi intristisce (e poi è vero che il piatto, quando è caldo, si raffredda :-)). Amo prendere appunti per tener sveglia la concentrazione, ma questo è il mio punto di vista, uno dei tanti. Anche se poi, grazie alla passione di chi – come voi – scatta foto – sfrutto la rete per farmi un’idea della cucina dei prossimi ristoranti da visitare..
    Insomma, vengo al dunque: trovo imbarazzante che in un ristorante del genere consentano foto malamente contingentate e allo stesso tempo permettano ai maleducatissimi genitori di far giocare il presto maleducatissimo ragazzino con il game boy.
    Mi piacerebbe trovassero una risposta anche per questo, posto il fatto che del game boy vieterei la vendita..:-)

  14. fasolato è un uomo molto intelligente l’avevo conosciuto quando era alla siriola in alta badia.
    l’atteggiamento della sala è stato invece maleducatissimo. ma secondo me è molto semplice il loro retropensiero:
    foto=giornalisti=comunisti.

  15. Trovo davvero poco elastico il comportamento del responsabile della sala. Anche ammesso che ci fosse stato un malinteso (e fermo restando il sacrosanto diritto di ogni ristorante di consentire o di vietare le foto) che senso ha mettere così in imbarazzo un cliente?

    Detto questo, devo però aggiungere trovo un po’ infantile la ripicca di non fare la recensione perché vi siete sentiti offesi e di fare comunque questo post per mettere alla gogna il locale. Avreste dimostrato maggiore superiorità realizzando egualmente il vostro reportage, raccontando comunque l’episodio

    • L’essere stato “ripreso” perchè scattavo troppe foto, dopo aver ottenuto il permesso via mail è un fatto che reputo piuttosto spiacevole, specie in un ristorante con due stelle michelin.
      Questo blog nasce per raccontare esperienze. non facciamo recensioni ma racconti. Ebbene, se devo raccontare la mia visita al Met purtroppo l’episodio narrato è una parte assai rilevante dell’esperienza.
      Questo mi andava di dire. Non è una ripicca ma un punto di vista. D’altra parte questo è un blog, non una guida.

      Aureliano

  16. Aggiungo che trovo francamente ridicolo che alcuni commentatori abbiano deciso di non visitare il locale in futuro proprio in base a questo episodio. Mah

    • Posso in parte essere d’accordo con te. A chi ha detto questo ho risposto che la cucina del Met valeva davvero la pena di essere provata.
      Però c’è un però.
      Alcuni blogger ritengono che se qualcuno non permette di fare foto ai propri piatti lo faccia come dimostrazione di sfiducia nei loro confronti.
      Altri possono pensare che sia preferibile frequentare luoghi che dimostrano una maggiore apertura e considerazione nei confronti del cliente-appassionato.
      Sono opinioni che si possono o meno condividere, ma che non trovo affatto ridicole.

      Au

  17. A leggere quanto sopra la cosa che mi da più fastidio del messaggio firmato Met è un dettaglio, quando mettono la parola cliente tra virgolette, vogliono far intendere che non abbiate pagato? o che non eravate solo clienti ma dei critici? L’unica cosa sui cui posso essere d’accordo è che mettersi a scattare 4 o 5 foto per piatto sia un po’ tanto, anche io ho questa passione ma se ne scatto 2 è solo perchè la prima mi è venuta mossa. Comunque certi ristoranti le provano veramente tutte a far scappare i clienti. A me è successo lo stesso da Bottura e la serata (San Valentino tra l’altro) è stata rovinata e non ho una gran voglia di tornarci nonostante la cucina e nemmeno mi viene voglia di consigliarlo ad amici. Mi piacerebbe sapere cosa sarebbe successo se vi foste rifiutati di smettere… Era un vostro diritto usufruire di ciò che pagavate come meglio vi garbava.

    • @ Cavalla golosa

      Mi dispiace per quello che ti è successo alla Francescana. mi risulta che almeno oggi non ci siano preclusioni fotografiche.
      Se posso darti un consiglio manda una mail a Beppe Palmieri (il responsabile di sala nonchè sommelier), che è una persona disponibilissima e, soprattutto, TORNACI!!!! Può darsi che tu sia cascata nel periodo “post Striscia” e ci fosse un po’ di diffidenza generale…

      Au

  18. Ah, spero che qualcuno del Met abbia firmato quella mail e che non sia anonima come sembra. Per come sono fatta io prenoterei tutto il ristorante per me e amici fidati per poi presentarci tutti armati di macchina fotografica a mo’ di rappresaglia. Meglio uno scatto senza flash che un bambino rompiscatole col gameboy!

  19. Mi permetto una riflessione fuori dal coro. Qui non si tratta tanto di disqusire sul perché il Met appare poco sui blog, sono affari loro. La questione è molto semplice, se nella richiesta di prenotazione, la cricca della Grande Abbuffata, ha chiesto il permesso di fare foto, ma non ha detto l’uso che ne avrebbe fatto, ha commesso una scorrettezza nei confronti del Met. E quando al Met si sono accorti che, forse proprio per l’acuratezza (anche se dagli scatti non emerge) e la lungaggine delle operazioni del set fotografico, non di un servizio ricordo si trattatava, ma di un servizio per altri scopi, hanno reagito come era loro diritto, a fronte della “violenza” psicologica che veniva messa in atto.
    E vi siete stupiti e dispiaciuti che vi abbiano detto basta foto? Non dire prima, all’atto della prenotazione, il motivo delle foto è sicuramente nobile, ma porta con sè l’obbligo di accettare che il ristorante, scoperto “l’inganno” non accetti il servizio fotografico, è nel suo diritto e non ci si deve scandalizzare come avete fatto voi. Si chiede sempre prima e si deve mettere in conto che un ristorante non abbia piacere che si facciano foto che poi vengono pubblicate. Come voi siete liberi di andare o non andare al Met se non vi lasciano fare le foto. Sino a prova contraria sia in un Paese libero e non “ostaggio” dei blogger.

    • Scusa ma e’ serio il tuo post?

    • @Alberto,

      Non so cosa tu intenda per “cricca della Grande Abbuffata” ma ti assicuro che è un’espressione a dir poco infelice.

      Vorrei poi che non si perdesse di vista l’argomento principale del post che non riguarda il permesso di fare foto o meno ma la pessima gestione di un inconveniente e i conseguenti gravi errori commessi in sala.

      Detto questo entro nel merito delle tue osservazioni.
      _ mi chiedo come tu faccia a dire che al Met si sarebbero resi conto dell’uso che si voleva fare delle foto a causa della “lungaggine delle operazioni del set fotografico”. Trovo singolare questa tua interpretazione del pensiero altrui. Ti assicuro però che non c’è stato nessun set fotografico. Solo una semplice macchina fotografica peraltro digitale e compatta.

      _ non trovo sia stata messa in atto nessuna violenza come dici tu. Quando io acquisto un piatto, che non è un oggetto d’arte unico al mondo, ma una porzione di cibo che posso consumare a mio piacimento, posso farne ciò che voglio. Posso fotografarlo e condividere la foto con i miei amici perchè non c’è copyright. Siccome cito l’ideatore del piatto e non ne traggo alcun vantaggio economico non trovo veramente alcun profilo di responsabilità giuridica, nè violenza nei confronti del ristoratore. E’ chiaro però che se quando prenoto dico tutto rischierò di non avere un trattamento al livello del cliente medio.

      _ in ultimo ripeto che noi siamo sempre disponibili a togliere ogni foto che non sia gradita ai ristoratori proprio perchè non ci interessa litigare con nessuno. Questo post, ribadisco, sarebbe stato letto anche senza la foto della tazzina di brodo e della triglia.
      Ad oggi però nessuno ha richiesto di rimuovere alcuna foto.

      _ appunto perchè siamo in un paese libero, quando compro una cosa voglio poterla fotografare. Non ho mai visto la Ferrari lamentarsi con un cliente perchè mette online foto dell’automobile che ha acquistato.

      Aureliano

  20. @Massimo,
    scusa e la tua domanda? Avrò forzato il finale, che può essere preso come una battuta, ma il succo resta. Al ristorante si va per mangiare, se si vuole anche fotografare si chiede il permesso e si spiega cosa si farà delle foto, se non lo si fa si commette una scorrettezza e dunque si deve accettare che il ristorante si “ribelli” e blocchi il servizio. Non pare di aver detto nulla di strano.

    • Credo tu non conosca i proprietari di questo blog. Per questo ho chiesto se era serio il tuo post.

    • @ Alberto

      Fammi capire. Prima dici che la maitre mi ha bloccato perchè sapeva che volevo pubblicare le foto. Poi affermi che non è corretto non dire prima che le foto verranno pubblicate. non ti sembra che sia un controsenso? Certo a meno che tu non voglia sostenere che la maitre utilizzando i suoi ben noti poteri paranormali abbia intuito come avrei utilizzato le foto nel momento in cui le scattavo. A questo punto però non ho colpa se non ho pre-avvertito, no?

      Peraltro a fine pranzo ho informato lo chef che avrei pubblicato un post sulla grande abbuffata scrivendo quello che ho scritto. Lui non ha battuto ciglio.

      Aureliano

  21. Non li conosco personalmente, solo per aver letto con piacere qualche loro racconto, non conosco neppure i proprietari del Met, tanto per sgomberare il campo da dubbi e dietrologie, però rispetto il diritto (seppur miope) di un ristoratore di non gradire che si facciano foto per poi metterle in un blog e deploro chi non avvisa prima e poi si rammarica se gli hanno impedito di fare il servizio (in questo senso la battuta non siamo ostaggio dei dei blogger). Tutto qui, è la mia opionione, condivisibile o meno. Io sono per la massima libertà di tutti (Grande Abbuffata compresa) purché non leda quella altrui (Met compreso).

    • Appunto. Loro hanno avvisato il Met e si sono comportati correttamente. Rispetto la tua opinione ma non la condivido per nulla. Proibire foto a dei piatti di cibo e’ una cosa, anacronistica, ipocrita, insensata e ridicola, come se esistesse un Copyright sui piatti. Il ristoratore puo’ non gradire, ma non esiste legge che impedisca di fare foto, mi ripeto, non a persone, ma a piatti senza vita, all’ interno di un locale pubblico.

    • @Alberto

      Io mi rammarico perchè in un due stelle michelin non possono accadere simili incomprensioni, non perchè non mi hanno fatto fare le foto.

      Au

  22. @Massimo,
    guarda qui non si sta parlando di leggi, reati e cose del genere, ma di regole di comportamento, da quello che ho letto hanno sì avvisato, ma dicendo che le foto le tenevano come ricordo senza dire che le avrebbero pubblicate. Se un ristorante non ama certe forme di pubblicità, uno può pure impuntarsi, fare appello alla convenzione di Ginevra, ma sempre di forzatura si tratta e io sono dell’opinione che non vada commessa tutto qui. Il Met ha tutto il diritto di chiedere che non vengano fotografati i suoi piatti per un blog e il blogger ha la possibilità (come vedi in questo caso non uso la parola diritto) di fare la forzatura, ma sempre di forzatura si tratta.

    • @Alberto,

      tu cosa sai del testo della mail? Nessuno ha scritto che sarebbero state tenute come ricordo.

      Poi il resto con considerazioni da dinosauro. Oggi i documento sono immateriali. Che differenza c’è tra mostrare una foto a 100 amici oppure metterla su facebook o su un blog?

      C’è un limite? Cioè posso fare la foto ma mostrarla a 10 persone poi devo distruggerla? Oppure posso vederla solo io? Ai parenti stretti posso farla vedere? Magari posso utilizzarla al posto della oramai abusata collezione di farfalle per concupire una ragazza?

      Dal momento che non la sfrutto economicamente in alcun modo potrò mostrarla a chi voglio o no?

      Au

    • Mi dispiace ma la mia opinione e’ diversa dalla tua.

  23. @la Grande abbuffata,
    mi scuso per cricca è inappropriato ed è stato male interpretato non c’era nulla di offensivo, mi siete simpatici e scrivete bene.
    Sul resto però non cambio idea: in sala si sono accorti che il fotografare era evidentemente invadente (con questo semplificavo il termine set fotografico, sarete mica permalosi vero?) e non hanno gradito perché, l’avete detto voi, non avevate chiesto il permesso per un servizio fotografico di stampo “professionale” (inteso come un uso non domestico), ma proprio per il contrario. Questo, unito al fatto che il Met evidentemente non gradisce servizi fotografici non concordati, ha doppiamente infastidito. Bene questo comportamento per me evidenza una scorrettezza, che non vogliate annunciarvi prima è un merito-problema vostro, che il ristorante non gradisca la “soprpresa” è un diritto suo. L’unica possibilità che aveva per dirvelo era in sala, visto che all’atto della prenotazione non sapeva cosa avreste combinato al ristorante perché non gliel’avete detto. Detto questo nessuno andrà in galera (non ci va più nessuno oramai) e non si è mai parlato di leggi, diritti, cause o cose del genere, ma di scorrettezza, che a mio avviso c’è stata, o leggetela come forzatura. Siccome voi volevate imputare la scorrettezza al Met io penso invece che siate stati voi i primi a non comportarvi bene e loro hanno reagito come potevano quando la frittata era fatta. L’unica alternativa che avevano era subire la violenza psicologica sino in fondo e fare finta di nulla, magari dicendovi solo alla fine che avevate fatto una cosa non gradita.

    • @Alberto

      Fammi capire.
      Si può fotografare per tenersi le foto, fatto questo indubitabile perchè il permesso l’abbiamo ottenuto per iscritto.
      Se però si fotografa con già l’idea di pubblicarle, allora questo comportamento da fuori risulta “invadente”?
      Una persona che fotografa è una persona che fotografa. Punto.

      Ma il nostro non è un “servizio di stampo professionale”. Questo è un hobby, le nostre professioni non hanno assolutamente nulla a che vedere.

      Bastava, all’atto della prenotazione, essere sinceri e dire niente fotografie. Se dai il permesso lo dai, sennò no.
      Qui sta l’errore grave.
      Vuoi dare il permesso per 5 foto? Scrivi 5 foto.
      Mica dici sì e poi in sala vieti.

      mi chiedo poi come può essere scorretto uno che compie un’azione del tutto lecita…

      Aureliano

  24. Quella di Alberto sia chiaro.

  25. @La grande abbuffata,
    che non avete chiesto il permesso di pubblicazione all’atto della prenotazione l’avete detto voi, che volevate riguardare le foto (in quel senso ricordo) nel tempo l’ha scritto il Met che l’avreste detto voi allo chef e voi non avete smentito questa chiaccherata fatta al ristorante. Io ho letto il post ragazzi, mi pare che ve la stiate prendendo troppo.

  26. @La grande abbuffata,
    Citio testualmente dalla risposta della Grande Abbuffata: “Fammi capire.
    Si può fotografare per tenersi le foto, fatto questo indubitabile perchè il permesso l’abbiamo ottenuto per iscritto.
    Se però si fotografa con già l’idea di pubblicarle, allora questo comportamento da fuori risulta “invadente”?
    Una persona che fotografa è una persona che fotografa. Punto”.
    Ma che cavolate vai dicendo. Certo che c’è una diferrenza abissale tra le due posizioni. Può essere che non mi dia fastidio che tu faccia delle foto per riguardartele a casa tua o con qualche amico e invece mi dia un’enorme fastidio che tu faccia delle foto per poi pubblicarle su un blog. Ma cribbio davvero non comprendi la differenza tra le due posizioni?

    • @Antonio

      Quello che non comprendo è quale differenza faccia NEL MOMENTO IN CUI STO SCATTANDO.

      E’ infatti in quel momento che sono stato interrotto e ripreso.

      come si può conoscere in quel momento le intenzioni di chi scatta?

      Tu dici che se ne sarebbero accorti a causa di un non ben specificato “studio fotografico” che nemmeno si capisce cosa voglia dire.

      Ribadisco, al momento dello scatto non fa differenza.

      poi i discorsi sulla pubblicazione o meno riguardano poco o nulla l’episodio narrato che, insisto, è incentrato sul comportamento tenuto in sala, non su eventuali censure su future pubblicazioni

      Au

      • @La Grande abbuffata,
        Cito ancora testualmente, perché mi pare che che, delle due l’una, o non volete capire o giocate all’equivoco.
        Scrive il Met, e voi non l’avete smentito dunque suppungo sia vero: “Pensiamo inoltre che un “cliente ” così attento e interessato al cibo e ad un pranzo davvero speciale, sprechi tempo per fare 4 o 5 scatti ad ogni piatto, così come accaduto”. Dunque se è vero che facevate parecchi scatti ad ogni piatto è evidente che ad un responsabile di sala esperto venga il dubbio che non si tratti di una foto ricordo ma di qualcosa di più professionale e non risultandogli alcuna autorizzazione a servizi fotografici di altra natura si è indispettito ed è intervenuto. E’ proprio così difficile da capire? Con tutte quelle foto vi ha sgamato in un secondo (a voi che fate tutto nell’anonimato!!!) e gli ha dato fastidio essere stato preso in giro, oltre evidentemente ad avere precise indicazioni dalla proprietà di limitare al minimo servizi di quel tipo.
        Boh mi pare facciate veramente apposta a non capire dove sta il problema e dove è stata la vostra invadenza inappropriata.

  27. @Alberto

    Cerco di interpretare il tuo pensiero, noi dovremmo, all’atto della prenotazione, comunicare ai gestori del locale che faremo un racconto su di loro e lo pubblicheremo su un blog?

    Non credi che questa sarebbe una smisurata offesa all’intelligenza di chi impiega il suo prezioso tempo a leggerci?

    Vuoi la tessera numero uno “Patatoni gourmet”?

  28. @La grande abbuffata,
    il colesterolo di tutte le abbuffate che avete fatto deve averti danneggiato qualche neurone. La tessera numero uno e due la lascio a voi, tranquilli, poi del mio pensiero non c’è nulla da interpretare, basta leggere quello che scrivo, rispetto a voi sono lineare: se vai in un ristorante dove principalmente si va per mangiare, e voi fare anche un ampio (4-5 scatti a piatto) servizio fotografico, CERTO!!!!, cortesia vuole che si chieda il permesso prima, proprio per evitare di irritare i proprietari. Se si vuole invece fare i blogger investigativi che, non vogliono trattamenti di favore e vogliono provare l’esperienza di un pranzo-cena trattati come clienti normali (guardate che avete un’idea distorta dei ristoratori, soprattutto a certi livelli, quasi più nessuno va in affanno al pensiero che arriva un blogger, la maggior parte non si scompone più neppure se intuisce l’arrivo della Michelin e da te retta a me, la maggior parte lo intuisce), allora dovete mettere in conto che qualcuno non gradisce e vi chiede di smettere di fotografare, poi voi potete opporvi, litigare, fare appello alla Costituzione (fate in fretta perché il cavaliere la sta mandando in pensione) e magari riuscire a rovinarvi il pranzo, ma a fare le foto. Quello che non potete però è scandalizzarvi della legittima reazione del titolare del ristorante.

  29. @La Grande Abbuffata,
    concordo con te sulla discussione che si fa noiosa, l’avete tirata tanto lunga per non ammettere che cortesia vuole che si chieda permesso, ma tant’è tenetevi la vostra convinzione.
    Sugli insulti invece mi pare un po’ esagerato, neuroni danneggiati mi pare un modo colorito, fumettistico se vuoi, per dire che avevo l’impressione che non voleste capire un concetto elementare, ma non direi che si possa classificare come insulto e comunque i primi a prendere per il culo siete stati voi con la chiusura del vostro penultimo intervento con la tessera del patatone gourmet. Rilassatevi un attimo va là.

  30. Salve

    il vostro blog mi pare interessante e informativo. L’ho scoperto grazie alla mia visita recente al Met, dove non mi fu concesso fotografare (eppure avevo solo il telefonino!), ed è tutta colpa di alcuni blogger che li visitarono di recente😉

    Io credo che ci siano due fattori da considerare.

    1) se un blogger va al ristorante con un arsenale di materiale e trasforma la sua cena in sessione fotografica, capisco l’irritazione che questo può causare sia per lo chef che per i clienti in sala. All’inizio portavo la reflex digitale, ma mi sentivo piuttosto pretenzioso e ridicolo, come un dilettante che vuole darsi arie di pro, quindi ora uso la Lumix LX3 o il telefonino e scatto 1-2 foto per piatto rapidamente e discretamente, senza fare scena.

    2) se uno chef proibisce le foto, bisogna rispettare le regole, anche se francamente non vedo cosa ci sia di cosi pericoloso nel lasciar fotografare le proprie creazioni. Se i piatti sono veramente geniali, una foto da sola non può permettere ai soliti copioni di scopiazzare al di là di una semplice caricatura del piatto originale. In un certo senso il fatto di farsi copiare (male) è la prova che l’originale è veramente geniale. Il fenomeno “niente-foto” mi pare sia una specialità tutta Italiana, spero che non venga l’idea ai pluristellati francesi e spagnoli, che non mi hanno mai proibito nulla (sarà perchè faccio meno scena di voi nel fotografare).

    Tecnicamente il fatto che avevate ottenuto il permesso di fotografare non vi esonera dal comportarvi decentemente, e concordo che fare 5-6 foto per piatto con la SLR digitale completa di mega-zoom f/2.8 da un chilo e mezzo non infrange l’autorizzazione ma non vi rende nemmeno simpatici, fate una figura un po’ come quelle tavolate di americani che parlano a voce troppo alta… (da leggere in maniera scherzosa, credetemi non sono un cattivo) :-)))

    Bene, ora che mi sono fatto odiare sia dai ristoratori che dai blogger, dateci dentro.🙂

    saluti e complimenti per le ottime foto.

    Mike

  31. Salve Mike,

    sui punti uno e due del suo commento sono completamente in sintonia e per questo:

    1) Chiediamo sempre prima il permesso per scattare le foto e le ricordo che in questo frangente lo avevamo ottenuto tramite e-mail molti giorni prima della visita.

    2) utilizziamo SEMPRE E SOLO una macchina compatta (Canon G9) per scattare le foto e SENZA FLASH in modo molto discreto ed educato. Il numero di scatti mi pare un particolare irrilevante.

    Come vede prima di venirci bonariamente a riprendere dovrebbe informarsi..

    La ringrazio dei complimenti.

    Patatone

  32. Sono capitata qui per caso grazie all’ononimo film del grande Marco Ferreri e devo dire che è decisamente una bella scoperta.

    Grazie inanzitutto di condividere generosamente le vostre ricche esperienze culinarie attraverso i racconti arricchiti dalle foto che ci fanno rivivere non solo i piaceri del palato e dell’occhio ma anche l’atmosfera particolare di ogni ristorante e ogni luogo da voi visitato.

    Mi piace moltissimo leggere i vostri diari ad eccezione di questo, incompleto e castrato per colpa della gelosia, eccessiva a mio parere, da parte di questo ristorante.

    Penso che sia ragionevole per uno chef o un ristoratore intelligente (come hanno dimostrato molti altri recensiti da voi) considerare il vostro blog come un’occasione di pubblicizzarsi anzichè un rischio di svelare chissache’ segreto professionale, convintissima che questo non sia assolutamente il vostro scopo, perché il vero talento e la vera creatività non temono di essere copiati, sappendo rinovare e superare se stessi costantemente.

  33. Ritengo il commento di risposta da parte del “Met” un esempio di come non ci si dovrebbe porre nei confronti delle persone che si avvicinano a questo tipo di esperienze. Amo questo tipo di esperienze e le amo perchè mi fanno stare bene e sto bene quando mi sento avvolto da attenzione e cortesia, quello che si mangia è importante ma sempre un “di cui” di una situazione complessa, magica proprio perchè capace di vestirti come una nuvola di piacere. Se qualcuno interrompe questa magia, commette il peggiore degli errori, un errore che sa di superbia. Mi è capitato di andare e provare questa sensazione in alcuni locali di “grande nome”, locali dove non andrò mai più. Ho mangiato bene in questi posti..? Non lo ricordo e sinceramente mi interessa molto poco….
    valerio Puccini

  34. Ciao, ieri ho pranzato al Met, sono stati molto cordiali, educati e professionali.
    Cucina di altissimo livello e attenzione all’esperienza. Al confronto, da Cracco qualche anno fa mi hanno servito da osteria.
    Le foto dello “spritz” sono belle, ma io le vedo un po’ scure. Forse è un problema di firefox. Ciao!

  35. Locale pubblico d’accordo ma io quando vado al ristorante mi considero un ospite, pagante, ma ospite. E da tale mi comporto. Blogger o non blogger, munito o meno di apparecchiatura fotografica, preferisco non fotografare se non per una foto ricordo.

  36. Ho scritto oggi al Met per una probabile prenotazione per Ferragosto: mi hanno risposto che saranno chiusi perchè quest’anno il 15 agosto cade di lunedì, e lunedì è il loro giorno di chiusura … non è uno scandalo? A Venezia? Chiusi il 15 agosto? serrare di martedì fa brutto, per una volta? Mah!

  37. Dimenticavo: ho chiesto anche menù e costi … silenzio stampa … riMAH!

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