Miramonti L’Altro – Costorio Di Concesio (BS) – RELOADED

pranzo del 20 dicembre 2009

Rimarrà per me sempre un mistero il perché tutti quanti gioiscano immensamente nel festeggiare il proprio genetliaco. Per anni ho assistito stupefatto a prodigiose organizzazioni in grado di partorire imperdibili festeggiamenti. Spesso si trattava di spropositati banchetti infarciti di cibo qualsiasi e soprattutto culminanti nell’imperdibile esiziale “festa in disco” noiosa quanto inevitabile.

Puntualmente finivo in un luogo inospitale nel quale il volume pazzesco che penetrava inesorabile nei timpani non permetteva il minimo scambio di qualunque opinione, eccezion fatta per quei basilari concetti adattabili a monosillabi e comprensibili gestualità. Non si poteva far altro che attendere impassibile quell’orario in cui la mia dipartita avrebbe potuto parere tollerabile al festeggiato.

Dal canto mio penso di aver celebrato una festa per il mio compleanno l’ultima volta in occasione dei miei 9 anni. Non fu poi tanto male, ma già allora comprendevo che tutto quel gioire non aveva poi un gran senso, eccezion fatta per l’inusitata felicità di ricevere e scartare regalie varie

Girar per ristoranti in questo senso può risultare di grande aiuto. Poco prima della data prefissata si scrive una bella mail ad Uliassi, si piglia Patatone e saltan fuori dei pranzi che, compleanno o no, te li ricordi per un bel po’ di tempo (specie se poi li racconti su di un blog!).
Così almeno ho fatto negli ultimi due anni. Stavolta invece un po’ per cambiar meta ho sfoderato un altro cavallo di battaglia.

Il Miramonti L’Altro è stato il primo ristorante stellato nel quale mi sono arrischiato ad entrare nella mia vita, per giunta in completa solitudine. Ero in zona per impegni legati alla mia allora (ed oggi) acerba attività di leguleio e, terminata l’udienza, all’improvviso mi è balenata questa assurda idea.
E’ stata un’esperienza davvero indimenticabile e averla vissuta da solo non ha fatto che moltiplicare a dismisura la mia soddisfazione.

Al Miramonti va riconosciuto un gran merito. Non credo, nella mia pur risicata esperienza, di essermi mai imbattuto in un luogo nel quale vi fosse un servizio di tale sublime levatura.
Mi spiego.
Non sto discutendo della tecnica vera e propria del servire, nulla o poco mi frega della perfezione dei gesti, del bon ton o della postura più o meno imbalsamata di un cameriere. Quando parlo di servizio io intendo l’accoglienza in sè per sè che, vorrei metterlo subito in chiaro, non ha niente a che fare con quegli ipocriti e ridondanti salamelecchi che talvolta si ritrovano in certi posti cosiddetti di alto livello.
Qui stiamo parlando di professionisti che sanno farti davvero sentire a tuo agio. Che accolgono, appunto, senza la minima spocchia con larghi sorrisi lasciando trasparire il piacere autentico di farti sedere al loro desco. Senza timore di retorica credo che molti avrebbero qui tantissimo da imparare.

Per l’occasione ci ritroviamo in ben cinque elementi. Una squadra ben assortita nella quale oltre ai vostri blogghettari preferiti figurano una illustre quanto graditissima esponente del mondo intellettual-scientifico-accademico, un ulteriore, inutile azzeccagarbugli (di stomaco forte) ed un giovane aspirante gourmet. Occupiamo così uno di quei meravigliosi, imponenti tavoloni da 5 posti. Che solo a sedersi e contemplare gli amici intorno è un piacere enorme.

Sul benvenuto dalla cucina, mi si perdonerà la mancanza, ho pochi e confusi ricordi. Mitigherò questa orrenda carenza di professionalità annotando che a) si tratta di salmone b) che il piatto trovava un corretto equilibrio c) che come inizio si trattava di portata fresca e senz’altro piacevole ma nulla di più.

Veniamo quindi ad una delle novità del 2009, secondo benvenuto dalla cucina: bomboniera di merluzzo e tartufo nero e patate ratte. Qui la cosa si fa divertente. Si pescano qua e là i pezzetti di merluzzo, cogliendo man mano sensazioni di tartufo cui fanno da contraltare la patata le spezie e le erbe aromatiche. Un gioco intrigante che regala differenti sensazioni ad ogni cucchiaiata.

Il risotto ai porcini e formaggi dolci di montagna è una portata che per me è impossibile non ordinare. Nessuno mi smuoverà dalla convinzione che questo è uno dei piatti che merita di diventare simbolo dell’alta cucina italiana.

C’è qualcosa di erotico in quella perfetta miscela di formaggi che una volta accostata al palato è capace di soggiogare ogni sensazione assuefacendo all’istante ogni singola papilla. Non si può fare a meno di continuare e, forchettata dopo forchettata, una sensazione di appagante felicità esplode inesorabile dal palato sino ad ogni più remoto centro neurologico. E’ una droga, e pesante per giunta, che lascia inebetiti e con lunghi sorrisi. Il guaio vero è che crea dipendenza dalla prima forchettata.

Stracci alla pasta fresca con crema di cipolla cipollotto e sgombri affumicati. Altro piatto golosissimo. Sapori pieni e decisi mai troppo complessi e di enorme soddisfazione.

Per chi non ha ordinato il primo c’è il famoso cappuccino di funghi con, al posto del cacao, polvere di funghi essicati. A lato un mini croissant da intingere, ovviamente.

Saper accogliere vuol dire anche preoccuparsi che chi non ha ordinato una portata non rimanga a mascelle vuote, costretto a nuotare nell’imbarazzo osservando i commensali che si rimpinzano di ogni bendidio

Ravioli di calamari con olive capperi e pomodori all’olio extra vergine. Un primo delicatissimo e di grande equilibrio.

Farfalle con frattaglie di capretto e tartufo nero. Un’altra meraviglia della semplicità. Come è intuibile il gusto pieno e con leggera tendenza al dolce delle frattaglie si bilancia perfettamente con l’acidità del tubero.
La vera genialità consiste nel creare piatti con accostamenti semplici, quasi da sembrar banali. E’ così che nascono i capolavori.

La composta di astice con crema di astice topinambur morbidi e croccanti è un piatto complesso che gioca con le consistenze che si rivelano in modo differente ad ogni affondo del cucchiaio. L’utilizzo di una materia prima ruffiana come l’astice unita ad un grande sfoggio di tecnica non può che lasciare il palato soddisfatto.

Stracotto di cappello del prete di manzo al vino rosso e marmellata di cipolle. Un piatto dai sapori decisi, una manna per gli amanti del genere. L’esecuzione è ancora una volta magistrale e lascia intendere una padronanza delle tecniche di cottura di livello inimmaginabile…

…che, manco a dirlo si ritrova nel mitico, inimitabile inarrivabile crescendo di agnello con finale di suo carré. Chi avesse ancora l’ardire di non conoscere tale capolavoro si vada a rileggere, con buona dose di colpevole vergogna, il precedente racconto. Non potevo evitare di inserire qualche foto dei pentolini che sono stati sparsi sul tavolo a (lubrico) beneficio di tutti i commensali.

Mi son detto: per fare qualcosa di diverso piglio un secondo leggero così magari per una volta riesco ad uscire da Miramonti senza faticare a mantenere la posizione eretta. Quando arriva il galletto nostrano alla griglia con agretto all’aglio e prezzemolo capisco che c’è (almeno) un galletto intero. Tanto per non buttare via niente in un angolo non manca lo spiedino di fegato (una vera leccornia).

Accoglienza vuol dire anche vedere Daniela Piscini (moglie dello chef e storica e squisita patron) fare il suo ingresso in sala con cotechino e polenta taragna sostenendo che non potevamo proprio non assaggiare una tale bontà. Così, per sgrassare.
Un cotechino perfetto, gustosissimo con una polenta taragna da impazzire. Letteralmente.

Andare al Miramonti significa esser consci che, anche se oramai si è satolli, non ci si potrà in nessun caso sottrarre al rito dei luculliani carrelli dei formaggi. C’è davvero di tutto. Qualcuno dopo aver trangugiato quanto sopra ha avuto il tremendo coraggio di fare due giri di assaggi. Roba da grande abbuffata nel vero senso cinefilo del termine.

Dicevo dell’accoglienza. Al Miramonti, e assai probabilmente solo al Miramonti, può capitare che nel servire gli aperitivi si accorgano dai brindisi che l’occasione è il compleanno di Aureliano. Allora, ma solo al Miramonti, può darsi che dopo i formaggi dalla cucina esca, meravigliosa quanto inattesa, una torta con tanto di mega-candelona-filante. Tanto per intenderci su cosa vuol dire andare a pranzo in un grande ristorante.

Poi vabbè, dopo le insistenze di un Patatone oramai in preda ai fumi dell’alcool, esce Philippe Leveillè in persona, addirittura! Scatta il momento di tripudio con tanto di foto tipo rock star (da notare il sorrisone inebetito da gioia alcolemica del nostro).

Cosa si può dire di nuovo sulla piccola pasticceria del Miramonti? Con quei cannoli alla crema che prima o poi telefonerò per chiedere se me ne preparano cinquanta e mi suiciderò così. Con fotoracconto, ovviamente.
Il gelato, il più buono mai mangiato nella mia vita.

Qualcuno non ha esitato a chiedere il permesso di portare a casa un po’ di quelle piccole dolcezze avanzate e pare addirittura abbia avuto il coraggio di farci colazione l’indomani.

Insomma senza far torto a nessuno volevo metter in chiaro che se proprio si avverte l’incomprensibile necessità di festeggiare un evento così comune e ripetitivo come il proprio genetliaco, tanto vale abbuffarsi con gli amici cogliendo l’occasione per sedersi ad un desco sicuramente degno di questo nome.

Il conto: Stracci di pasta 30,00; risotto ai funghi e formaggi dolci 28,00 (5 porzioni 140,00); ravioli di calamari 30,00 farfalle con frattaglie di capretto e tartufo nero 28.00 (2 porzioni 56,00); galletto nostrano alla griglia 25.00; Crescendo di agnello 55,00 (2 porzioni 110,00); composta di astice 35.00; selezione di formaggi 18.00 (4 porzioni 72.00); dolci di stagione 17.00 (3 porzioni 51.00); vini (al bicchiere per 5 persone) 230.00 aperitivo (offerto) 4 caffè 16.00 4 acqua 16.00. Totale 841.00 (in 5).

10 risposte a “Miramonti L’Altro – Costorio Di Concesio (BS) – RELOADED

  1. Grazie Jacopo. L’impegno è quello di riprendere il ritmo…

    Aureliano

  2. Che bel racconto, si intravede anche il crescendo di alcol🙂 Io ho festeggiato un bell’anniversario al Miramonti, ma, pur essendo una nota divoratrice di ogni cosa in ogni forma e quantità, ho avuto serie difficoltà nell’arrivare al secondo. Ai formaggi stavo annaspando e il dolce l’ho solo assaggiato. Mi chiedo: senza citare necessariamente Escoffier, che diceva che il menu deve consistere in un crescendo di sapori e in alleggerimento dei condimenti, non pensate anche voi che i piatti del Miramonti siano tutti ugualmente grassi? Dal primo all’ultimo, intendo. Per me la bravura del cuoco sta anche nel costruire un menu col quale l’ospite arriva liscio alla fine, non appesantito, ma sazio, soprattutto se si tratta di un menu degustazione come quello che avevo assaggiato io. Ci tornerei domani da Leveillé, ho mangiato benissimo, ma sceglierei alla carta e poco. Voi cosa ne pensate?

  3. Un altro passo verso la letteratura. Di genere, ma sempre letteratura.

    Adesso ci vado anche io.
    StC

  4. @Maricler, grazie innanzi tutto per i complimenti.
    Concordo sul fatto che la cucina del Miramonti sia in generale piuttosto pesante. Credo però che questa spinta inesorabile alla goduria gourmand sia una caratteristica fortemente distintiva della cucina di Leveillè. Mangiare al Miramonti ha un po’ il gusto della festa che come tale non può prescindere dall’eccessivo riempimento dello stomaco. Con un blog con questo titolo non potremo mai non concordare con questa filosofia. C’è però anche da aggiungere che chi non è votato al martirio potrà reperire in carta anche piatti più leggeri.
    Azzeccata la tua idea: ordinare alla carta e senza esagerare. Certo, così facendo non eviterai di rimpinzarti perchè tanto quello che non ordini tu te lo offrono loro! Però sarai un po’ più in pace con la coscienza…

    Aureliano

  5. una novella del mangiar bene
    che bella lettura e letteratura mi si perdoni l’ardire

  6. Philippe e Daniela sono i numeri uno. Consiglio, in stagione, di chiedere come entrée la caramella di fois-gras con gelatina di piccolit e spuma…

  7. andrò molto presto il tavolo è già prenotato non vedo l’ora,bellissimo il racconto!sono davvero curioso

  8. grandissimo pranzo accoglienza super unico neo a mio avviso la carta dei vini che mi aspettavo con più proposte

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