Baratto Wine Day e Pranzo con i produttori di lambrusco al ristorante Rigoletto – Reggiolo (Re)

La giornata inizia con un l’ultimo sole novembrino e pallidissimo che nemmeno ci prova ad insidiare il gelo imminente.
Mi sveglio tardi e guido placidamente attraverso le campagne. Sono orfano del mio compare partito alla volta di Nuova York. Son trascorse poco più di ventiquattr’ore da quando guardandolo fisso negli occhi l’ho minacciato dicendogli “o mi porti materiale per almeno tre post o peggio per te. Cosa credi, di andare negli U.S.A. a divertirti?”.

Il Baratto Wine Day non è altro che una scusa per incontrare vecchi amici. Ma c’è di più. E’ anche un’occasione per sedere a tavola assieme ad alcuni piccoli produttori di lambrusco, per conoscerli e progettare assieme futuri eventi.

Certo, teoricamente il BWD è basato sullo scambio di bottiglie come fossero figurine Panini. Io che Pizzabballa non l’ho mai avuto (anche per evidenti ragioni anagrafiche) e che al momento posseggo una cantina tremendamente rimaneggiata non posso vantare una gran dotazione di merce da barattare.

All’uscita di casa ho agguantato una bottiglia di Lambrusco di Camillo Donati e, lo confesso, è stato quasi come cavarmi 75 cl di sangue tanto sono affezionato a tale misconosciuta etichetta. Come “rinforzino” non quattro olive di numero (cit) ma una bottiglia di moscato “la Spinetta” sottratto alla riserva privata di mia madre. Ben poco rispetto alle ricche dotazioni avversarie.

Posate le bottiglie e ritrovati gli amici abbiamo appena il tempo per due chiacchiere e qualche aperitivo, che noi si sà, siam golosi e alla vista delle bottiglie non resistiamo e qualche tappo dobbiam pure farlo saltare. Specie se arriva il Bez col parmigiano di Vacche Rosse (acquistabile su surbir).
E’ subito ora di pranzo. E mica ce ne andiamo in una misera trattoria. Noi 14 fortunati siederemo nientemeno che al Rigoletto di Reggiolo. Bistellato e assai noto approdo per gourmet di campagna. E non è tutto! del prezzo del lauto pasto si farà quasi interamente carico Surbir, spettacolare iniziativa comerciale del prode Bezzecchi, assai riverito per l’ospitalità.

E così si parte con una sbrisolona salata, crema di zucca, acciuga e crocchetta di mortadella, un piatto denso di innumerevoli citazioni.

E nel mentre si stappano, senza sosta, magnum di Barbaterre (lambrusco e Rosso di Rosso), bottiglie di lambrusco Cinque Campi e Storchi. Si commentano insieme le sensazioni e le differenti evoluzioni a seconda degli anni di vinificazione.

Giunge un piatto davvero sublime: terrina di bolliti (testina e lingua) e gelatina di giardiniera. Una pietanza che è l’emblema della tradizione del Rigoletto e che di certo è all’altezza della sua fama. Da gustare lentamente per assaporarne ogni piccola sensazione.

Non poteva mancare, perfettamente in tema col pranzo, il risotto cremoso con salsa di lambrusco. Morbidissimo e delicato.

Guanciale con polenta, patata affumicata, mostarda di zucca e salsa di zenzero. Semplicissimo ma cucinato in maniera davvero meravigliosa.

Ci raggiunge anche Mirco Mariotti dell’omonima azienda vinicola.

È il momento dei dolci. Gelato al parmigiano con crema di pere. Buono il gelato anche se il complesso risulta un poco scontato.

E si chiude con la piccola pasticceria che al Rigoletto è sempre straordinaria per varietà e fantasia.
Una delle esperienze più divertenti della giornata è stato sedere accanto all’amico Tirebuchon. Non solo per la sua ben nota competenza nel campo enologico, rilevatasi utilissima nella interminabile serie di assaggi, ma soprattutto per la genuina ed inarrestabile gioia profusa durante l’intero pasto. All’arrivo della piccola pasticceria c’è stato un momento di climax inarrivabile che ha visto il famoso edicolante di Cavoretto ritornare di colpo bambino tanto che non c’è stato barattolino nel quale non abbia immerso le fauci, per giunta con ampia e rumorosa dose di soddisfazione.

E’ tempo di tornare alla Rocca, per cominciare seriamente il baratto.

Si discute animatamente.

Ci sono anche bottiglie “pop”.

Per una felice combinazione proprio quel Giorno Gianni D’Amato presentav a il suo libro “sinfonie del gusto al Rigoletto”.
Veramente interessante la conferenza.

Non da meno il rinfresco davvero luculliano.

Ed infine una chicca imperdibile: il BTW spiegato da Bezzecchi e Davide Cocco con in più la fugace apparizione di uno strano figuro latore di una bottiglia dalla laconica etichetta.
Qualche sconsiderato, fuori campo, ha anche l’ardire di nominare invano il nome del Vate Caffarri…

Una risposta a “Baratto Wine Day e Pranzo con i produttori di lambrusco al ristorante Rigoletto – Reggiolo (Re)

  1. Ogni volta che rivedo quel video mi piego dal ridere, la circonvenzione di capace compiacente (per squisita gentilezza) poi, è un pezzo che resterà fisso nel cuore per sempre.

    Ciao, Fil.

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