El Poblet – Quique Dacosta – Denia (Spagna) – Seconda parte

IMG_2242

[Questa è la seconda parte del racconto, se vuoi leggere la prima clicca qui]


IMG_2222IMG_2223IMG_2226


Maderas. Pedazo di Foie Gras [legni, pezzo di foie gras].Dove e quando finisce la vita di un albero? Affumicato e lasciato riposare in legno. Viene servito con un brodo di pollo che ha una fortissima sensazione “legnosa”, mentre la “corteccia” è di topinambur. Per quanto mi riguarda il piatto migliore della serata, eccovi un video della preparazione. Mentre la ricetta (in spagnolo) la trovate qui, a pagina 6-8





Ci viene servito un calice di Amoroso Maestro Sierra D.O. Xéres, Sherry, Jerez. (in abbinamento al foie)


IMG_2230


Cenizas [Ceneri] (2009). Funghi alle ceneri: latte e bacon alla base, funghi di stagione, quinoa ed elementi secchi sottilissimi ricavati dal dantie, una polvere giapponese di  melanzane bruciate che serve per sbiancare i denti e veniva usato anticamente come dentifricio vero e proprio. Anche qui giochi di textura (consistenze) diverse.


IMG_2240IMG_2238IMG_2237


Gamba. Rosa de Dènia. [Metamorfosi, 2007] La prima versione (il gambero rosa) è presentata in un brodo degli stessi crostacei a cui è stato aggiunto un colorante naturale e ricoperto da vari petali. Forse per la prima volta nel corso della serata sapori facili, goduriosi, ci voleva proprio per spezzare la progressione.


IMG_2242IMG_2244


Gamba. Roja de Dènia.[Metamorfosi, 2007] Servito insieme alla versione “rosa”, in un piatto unico centrale per tutti i commensali, è semplicemente materia prima straordinaria bollita. Meraviglioso il contrasto cromatico tra il piatto nero e il rosso acceso del crostaceo, ennesima testimonianza di sensibilità estetica.


IMG_2313


[Un’altra vista della sala principale]


IMG_2248IMG_2252IMG_2254


Remolacha de Mar [Barbabietola di mare] (2009) Un’altra delle creazioni di quest’anno, giocata sull’equilibrio fra il riccio di mare e la barbabietola di capo San Antonio (riserva marina di Denia). Viene riproposto il contrasto cromatico rosso-nero del secondo gambero ma stavolta si lavora anche sulle diverse consistenze. In bocca prevale lo iodato del riccio, ancora una volta un piatto che ti lascia senza parole.


IMG_2264IMG_2265


Corales [Coralli] (Espressionismo essenziale 2009). Una riproduzione del fondale marino, in un piatto trasparente.. perle di tapioca, gransiporro, brodo di crostacei gelificato e alghe.


IMG_2261IMG_2259


[per chi non gradiva quest’ultimo piatto è stato servito Zafferano, omaggio a Mark Rothko, pittore statunitense. Sotto al piatto il cartoncino con l’opera da cui trae spunto la creazione di Quique. Non l’ho assaggiato e fatico a ricordare gli elementi, di certo una triglia. In questo stupendo articolo potete trovare un ampia descrizione della ricetta, insieme a tante informazioni su El Poblet]


IMG_2275IMG_2269IMG_2273


Rap Negre [Rana pescatrice nera]. (2009)Una royale di fegato di rana pescatrice con ai lati la pelle dello stesso pesce , ad ornare il piatto calzot (una radice tipica spagnola che è un misto tra aglio e cipolla) in tempura di soia e wasabi.


IMG_2283IMG_2279IMG_2276


Arroz senia (essenziale 2009), riso senia, cremoso con tartufo nero di “Morella”, fegato di beccaccia alla brace ed erbe aromatiche invernali. In abbinamento un calice di Gran Clos 2000, D.O. Ca Priorat


IMG_2288


Naranja en invierno (2009), arance in inverno, Quique valorizza con un piatto fresco un prodotto tipico del territorio, troviamo bucce d’arancia caramellizzate, pan brioche.


IMG_2294IMG_2295


Litchis bajo cero (metamorfosi essenziale 2008). Litchi sotto zero, l’elemento è ripreso in varie consistenze, le mezzelune solide sono ottenute immergendo un mestolo pieno di succo di licci nell’azoto liquido.


IMG_2309IMG_2305


Musgo [Muschio] impressionismo essenziale 2008. L’ultimo dolce, composto da un biscotto di tè verde, Matcha, un gelato dello stesso tè, una merengue di mela verde ed una riduzione di liquirizia. 


IMG_2162IMG_2317


Si resta esterefatti davanti al contrasto tra i nomi dei piatti di chiara ispirazione naturale o paesaggistica(corallo, legno, tartufo, primavera, foschia, bosco) e il risultato finale che è spesso tecnico, complesso, molto elaborato ma allo stesso tempo perfettamente rappresentativo dell’elemento da cui trae spunto. Mi resta qualche dubbio sull’equilibrio di questa ampia degustazione, che pur se composta da piatti notevolissimi per presentazione ed ideazione, alla lunga può stancare per l’eccessiva presenza di granulati, gelatine ed in generale di sapori dolci (su quattro commensali, uno ha smesso di degustare a metà pasto perchè nauseato). Anche da una cucina di avanguardia mi aspetto che si sappia dosare la presenza di elementi innovativi ad altri riconoscibili, qui mi pare che si punti a colpire duro ad ogni portata a discapito dell’insieme. La genialità di Dacosta non esce per nulla ridimensionata da queste osservazioni, unica è  la sua capacità di stupire, sia il palato che l’occhio.. mai come in questo caso sarebbe necessaria un’altra visita tra qualche mese per farsi un’idea più completa. [Nelle foto sottostanti la meravigliosa saletta, dove si viene accompagnati per il caffè e si possono degustare anche distillati]


IMG_2320


Il conto: 4 Servicio de Panes, Aceites 16€, 4 menù Universo Local 520€, 4 Copa Albet Y Noya 21 32€, 1 bottiglia di Chablis Mont de Milieu 2006 65€, 4 Manzanilla Pasada Pastrana 24€, 4 Amoroso Maestro Sierra, 18€, 3 Gran Clos 2000 36€, 4 acqua Panna 20€, 1 acqua Vichy Catalàn 4€, 1 Copa Malaga Ordonez & co. 10€. 3 caffè offerti. Totale 745 + Iva al 7% = 797,15€.

Per finire l’altro ristorante da noi recentemente visitato in Spagna, El Celler de Can Roca ed il nostro archivio.


IMG_2319


Come promesso alcune informazioni di carattere pratico per chi volesse organizzare una visita a El Poblet: i voli Ryanair per Valencia partono da Bergamo, Roma (Ciampino), Pisa, Cagliari e Bologna mentre i voli per Alicante partono solo da Bologna e Bergamo. (i due aeroporti sono praticamente equidistanti da Denia). Una volta atterrati occorre affittare una macchina e percorrere circa un centinaio di chilometri. Noi abbiamo alloggiato in camera doppia all’Hostal l’Anfora sul porto, economico ma pulito ad accogliente, in Maggio solo 22 euro a persona. Per chi volesse invece dormire in una struttura di livello più alto vicina al ristorante mi è stato consigliato il Villamor.  Organizzandosi bene e con largo anticipo si può raggiungere Denia, cenare e ripartire il giorno dopo con 120 euro a persona, ovviamente esclusa la cena.

http://www.ryanair.com/site/IT/
http://www.hostallanfora.com/
http://www.hotelvillamor.com/




IMG_2318


Restaurante “El Poblet” (Quique Dacosta)

carrettera de Las Marinas km 2.5 03700

Contrada Les Marines, urbanizaciòn El Poblet.

Denia, Alicante España.

Tel. (+34) 96 578 41 79.

Ubicazione del ristorante sulla mappa

http://www.elpoblet.com/

http://www.quiquedacosta.com

Patatone




IMG_2061

15 risposte a “El Poblet – Quique Dacosta – Denia (Spagna) – Seconda parte

  1. Ciao BIG PATATA, evocato in altro forum, ti rispondo anche qui.
    Noto che la parola più usata per descrivere ogni singola presentazione è : “IMPRESSIONISMO”
    e la trovo azzeccatissima.Suscitare impressioni secondo l’etimologia. Io preferisco le sensazioni. Quello che percepiscono i miei sensi, sempre secondo l’etimologia.So che capirai.
    Ciao e complimenti cmq per gli interessanti reportage.
    LAMAX61°

  2. ciao..bravi..la recensione mi rievoca le sensazioni provate. sinceramente colpito da questo ristorante. mi ha fatto addirittura accantonare in un angolo(nella mia memoria) “el celler de can roca”..condivido la difficoltà nel portare a termine il menù, la mia compagna ha finito la degustazione prima del tempo, entrando in difficoltà da metà in poi…condivido…bisognerebbe testare in un altra occasione la cucina, anche se leggendo anche oltre impressioni su questo ristorante ho sempre notato grosso modo un’opinione comune…ma si, bisogna tornare…vi aspetto lì!!:)

    altro consiglio per il pernottamento nelle vicinanze…Marriott La Sella Golf Resort, ad una decina di km…una sorta di villaggio all’americana ma con l’opportunità di passare un po’ di tempo tra spa e jacuzzi…ciao

  3. @lamax:

    questa volta sono d’accordo con te, grazie di cuore dei complimenti.

    @matteo:

    Quique non è riuscito a farmi dimenticare nemmeno per un attimo la cena El Celler de Can Roca di Febbraio, di gran lunga la migliore e più persistente che io ricordi.. una finezza ed un equilibrio meraviglioso..

    Grazie per il consiglio sul Resort, son sicuro che ci sarà chi apprezza.

    Pat

  4. Come vi ho già anticipato a Rubbiara, siete due pazzi…
    Quando, forse, nel 2029 riuscirete a distogliermi dalla rozza passione per le generose e ruspanti mangiate nelle bettole di una volta potrò condividere il piacere per queste folli incursioni nella gastronomia di Orione, sconcertanti per prezzo, quantità di cibo ingerito e astrusità. Il tutto mi ricorda l’arte concettuale di John Cage e Yoko Ono….ovvero: giusto che ci sia, giusto che vi si affacci un pubblico, giusto che vi si dedichi uno spazio ben rappresentato…ma lungi da me!
    Il mio benevolo rimbrotto gucciniano non vi appaia quindi come l’ ammonizione di un tradizionalista sclerotico e rompicoglioni (quale comunque sono) ma anzi , una spinta a perseguire queste scandalose imprese da viveur(s) della forchetta; penso a quando una coppia di amici ti mostra con smisurato orgoglio l’ultimo orrendo complemento di arredo acquistato e piazzato in bella mostra al centro del salotto, tanto kitsch e inguardabile da meritare una sincera lode al coraggio. “Sono due pazzi con gusti orrendi e sono adorabili!!!”- dirà la vostra compagna uscendo.

    Ebbene si, siete due pazzi ma la vostra follia mi diverte. Continuate così!

    Spernado di poterci sedere presto al tavolo tarmato di qualche osteriaccia dell’ Emilia vi saluto con grande stima

    Damiani

    P.s…..è il caldo..

  5. Questo entra di buon diritto in cima alla lista dei commenti più belli mai lasciati su questo blog, grazie!

    Vuoi sapere a che punto è arrivata la follia?

    Già prenotati i voli per la prossima tappa e questa volta sarà un viaggio vero e proprio non un mordi e fuggi.

    Vuoi sapere qual’è una delle modalità di contagio più diffuse per questa malattia? Avere amici che fanno reportage e continuano a ripeterti che se andassi con loro ne rimarresti entusiasta.. poi si prova, subentra la dipendenza ed è fatta.. Stai molto attento!!

    Riusciremo a distoglierti dal torpore di un tradizionalismo becero e trasformarti nel più avanguardista tra i palati della penisola.. (è una velata minaccia)

    Pat

  6. Martedi’ poi mi dite dove andate b….i b…….i…, per la prossima tappa.
    Le foto dei piatti sono sempre da Pulitzer, ma scorrendole credo che il compagno di merende che si e’ ritirato alla 4/5′ portata abbia avuto dei buonissimi motivi.. Mia nonna diceva ” ien trop ricame chi piat lè “……

  7. Non è che per caso hai osato chiamarci brutti bastardi?🙂

    Tua nonna andava nei bistellati in Spagna? Che gran donna…

    Si stasera avevo voglia di scrivere stronzate… non si può?

    Pat

  8. Tornando seri volevo segnalarvi l’interessante discussione maturata sul forum di Vg:

    http://viaggiatoregourmet.forumup.it/about2660-viaggiatoregourmet.html

    Ciao

  9. Son qui! Ma la Remolacha secondo voi, esteticamente è sufficiente? E che c’è in primo piano nell’ARROZ SENIA? Non vorrei scadere nella battuta pecoreccia. Poi, se piace, non discutiamone più.
    Rinnovo i complimenti perchè la passione e l’impegno van premiate ed anche perchè, qualcosa, da questi tuoi reportage, caro il mio bel PATATONE, riesco sempre a rubacchiare.
    At salut.
    LAMAX61°

  10. Guarda che io prima discutevo di un principio generale, non voglio difendere Dacosta, non ha nessun senso e non credo che ne abbia bisogno.

    La barbabietola di mare è certamente una delle creazioni meno riuscite dal punto di vista estetico, quello in primo piano nel piatto di riso è il fegato della beccaccia alla brace.

    Ti ripeto non condivido il principio generale della relazione univoca tra essenzialità e bellezza, e mi pare che anche Albuz abbia ammesso che ci sono piatti che sfuggono a questa legge.

    Mi faccio un’idea piatto per piatto, non ho trovato una relazione chiara come la esponi tu…

    Pat

  11. la mucca!!!!!

  12. Mia nonna ha avuto un ristorante per 34 anni, fino al 1989 e all’alba della nouvelle cousine descriveva con quelle parole i piatti con anche la piu’ piccola decorazione. Non e’ mai stata nei bistellati spagnoli, ma ha avuto un tavolo fisso da Cantarelli per piu’ di 21 anni, che vedendo le foto, ripeto, mi attirerebbe molto di piu’. Non ho capito quali siano le stronzate che hai scritto, poi mi dirai..:-) Ciao Massimo

  13. Personalmente ritengo che Quique sia un genio. Un genio che però ha perso di vista l’obiettivo finale.
    Piatti meravigliosi, quasi inarrivabili per slancio tecnico e tuttavia spesso inutilmente complessi e stucchevolmente dolciastri.
    Nessun punto di riferimento nell’oceano tempestoso della complessità. Nessun aggancio a qualcosa di rassicurante, nella selva intricata degli ingredienti.
    Un impegno veramente eccessivo per il palato e per il cervello che deve scandagliare, separare, riconoscere e, concedetemelo, sopportare quell’onnipresente sensazione dolciastra unita all’immancabile contrasto granelloso che non molla mai.
    Il mio stomaco, lo riconosco, è un po’ burbero. Non apprezza eccessivamente questi esercizi pindarici e non ama baloccarsi oltremodo con le sensazioni dolciastre.
    Per questo non ho retto e, in una scena quasi apocalittica ed assolutamente imprevedibile, mi sono visto sorseggiare incredulo una tisana nel bel mezzo del percorso, senza alcun desiderio di proseguire.
    La vita è proprio strana.

    Aureliano

  14. Bella rece.
    Per il nostro pranzo, con tanti piatti in comune coi voi, l’unico errore era la remolacha del mar. Si esagerava col sale. Il foie gras, invece, è per me un piatto quasi perfetto.

  15. Complimenti per la recensione e per le foto, davvero splendide..a dire la verità la mia passione per l’arte oltre che per la cucina, mi fa apprezzare moltissimo l’estetica e i colori, però…mi sa che forse è stata un pò persa di vista l’armonia. Non faccio commenti non avendo mai provato la cucina di Quique ma in un percorso degustazione bisogna, oltre che stupire, equilibrare e creare contrasti di gusto, consistenza, acidità e dolcezza…dalla sola lettura sembra che si sia sperimentato un pò troppo forse.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...