Ristorante Villa Crespi – Orta San Giulio (NO)

pranzo del 28 Agosto 2008,

A chi non piacerebbe disertare il lavoro in una mattina assolata di fine agosto e magari partire, per avventura e in compagnia di un buon amico, verso un qualche luogo incantevole visto sino a quel momento solamente in fotografia?

Lo zingaro, si sa, quando gira, gira! (citazione sin troppo facile)

Con questo spirito e con la risata leggera e spigliata di chi dovrebbe essere altrove a fare tutt’altra cosa, approdiamo a Orta San Giulio che,  Patatone è pronto a giurarlo, è stata insignita (non si sa bene da chi) del prestigiosissimo titolo di “più bel borgo d’Italia”.

Sarà forse per I vicoli angusti e suggestivi e perchè no anche romantici che si rincorrono, si incrociano e di nuovo si separano per tuffarsi nelle acque del lago? Sarà per gli uomini furbescamente agghindati da vecchi lupi di mare che insistono per traghettarci nell’isoletta ?

O forse sarà per l’esposizione delle illustrazioni di Chagall dedicate alle “Anime morte” di Gogol’ che per un attimo ci fanno dimenticare il paradiso idrogeologico nel quale abbiamo avuto l’occasione di capitare e ci catapultano nell’atmosfera affollata della Prospettiva Nevskij?

Non lo sapremo mai. 

Quello che fortunatamente sappiamo è che il nostro obiettivo della giornata è pranzare a Villa Crespi e stavolta siamo preparatissimi. Abbiamo visto quel palazzo arabeggiante con tanto di fallico minareto in mille fotografie e reportage. Abbiamo studiato il sito internet e letto e riletto le recensioni di Vuggì (oltre ad aver visionato per lunghe ore il sublime docu-video-reportage!).

L’avvicinamento alla villa è un rito al quale non vogliamo sottrarci. Percorriamo l’intero perimetro del palazzo, ne soppesiamo i volumi e le dimensioni e ne commentiamo le originalissime (considerato che siamo nel cuore della Padania) decorazioni. Non ci neghiamo una lunga pausa in contemplazione del piccolo giardino e dello scorcio sul lago.

Ci gustiamo, insomma, l’attesa ossia quel momento in cui si fanno discorsi a vanvera che nessuno ascolta nè si sforza a comprendere perchè tanto la mente è già ottenebrata nell’attesa delle imminenti sollecitazioni cui verrà sottoposta.

Entriamo.

L’ingresso, letteralmente tempestato di stucchi levantini, con il soffitto che pare perdersi nella punta del minareto è decisamente emozionante. Non ho trovato però nelle sale l’atmosfera di nemmeno una delle mille e una notti che, chissà perchè, pensavo di vivere.

L’ambiente è disseminato di riferimenti ispirati ad un insolito barocco orientaleggiante lussuoso ed ingessato come i camerieri.

Bruschetta rivisitata e destrutturata

Bruschetta rivisitata e destrutturata

 

E’ commovente vedere Patatone che allunga il collo e si guarda intorno, come un gattino abbandonato, in cerca del suo idolo, il grande sommelier dell’anno (scorso) Alessandro Giardiello. Quando finalmente scoprirà che l’infallibile dispensatore di preziose etichette ha abbandonato la baracca alla volta della Grande Mela sarà un tuffo al cuore, un duro colpo che necessiterà di un numero importante di calici per essere mondato.

Il nostro “fuori pista” conteneva almeno quattro portate a dir poco spettacolari non a caso proposte  in rapida successione.

 

Il “crudo di gamberi, caviale crema di tuorli d’uovo di Paolo Parisi, insalata di cipollotti” è il primo piatto interessante del menu. Alla sua comparsa non puoi fare a meno di domandarti, non senza una buona dose di preoccupazione, come potrà il tuorlo d’uovo non coprire interamente il sapore dei gamberi. E’ quasi un dramma. Ma per fortuna l’esito è, come sempre avviene nella vita, differente da tutto ciò che potevi immaginarte. Nel nostro caso assai sorprendente. Chi poteva pensare che il sapore rotondo e perfetto dell’uovo di Parisi (che, detta così, sembra una gallina) potesse giocare in maniera così divertente con I gamberi ed il caviale? Sapori che si rincorrono, si acchiappano tentano di coprirsi ma non lo fanno mai. Ma come gli è venuto in mente?

La portata successiva, meno cerebrale, è di puro godimento.

“Pesche scampi e fegato grasso”.  

 

Seguono “Gnocchetti di baccalà, alghe marine e tartufi di mare”. Altra meraviglia. 


L’ultimo del quartetto è il mio preferito: “linguine di Gragnano con calamaretti spillo salsa al pane di Coimo”. Non è solo un incontro perfetto tra La pasta napoletana per eccellenza, cioè quella prodotta a Gragnano, e un pane piemontese di solidissime tradizioni. C’è molto di più. Questo piatto è un inno alle tradizioni, un insperato riscatto per chi come me, forse per ataviche abitudini acquisite in tempi bui e poi pazientemente trasmesse dal patrimonio genetico, persevera nel mangiare la pasta assieme al pane. E’ una potente esplosione, una festa di carboidrati. Due ingredienti poveri che ben rappresentano la maniacale bravura dei napoletani sempre attenti alla qualità della pasta ed alla perfezione del pane.

 

Mi sono fatto una personalissima idea della cucina di Cannavacciuolo. 

Penso che sia un cuoco fenomenale ed al contempo ho l’impressione che la sua potenza, la sua genialità partenopea, che ritrovo abbondantemente nei piatti descritti, venga costantemente frenata, oppressa per così dire, dalla manifesta necessità che ogni sapore sia necessariamente e prima di tutto equilibrato e ben inquadrato entro schemi di delicatezza e perfezione. Un’ossessione di bon ton del gusto, mi si passi il termine, che sembra imbrigliare il ruggito della creatività e della esplosione di sapori che ho riscontrato con grande soddisfazione nelle linguine di Gragnano e negli altri tre piatti descritti.

Trancio di ricciola, crema di pomodoro e baccalà, friarielli e stracciatella

Trancio di ricciola, crema di pomodoro e baccalà, friarielli e stracciatella

 

Coniglio grigio di Carmagnola, rognoncino in porchetta e patate“fondenti”

Coniglio grigio di Carmagnola, rognoncino in porchetta e patate“fondenti”

caprese dolce

Predessert: caprese dolce

 

Mi piacerebbe strappare, per una sera, Tonino dal suo palazzo di giada e portarlo a cucinare in una certa baracchina sul mare dove, almeno nell’ideazione e nella creazione dei piatti sembrano fregarsene di certe guide francesi. Lì, libero dal peso delle ambitissime stelle, sono sicuro che si potrebbe abbandonare alla creatività, sfornando piatti indimenticabili, forse non così maniacalmente perfetti nella presentazione come lo sono tutti quelli di Villa Crespi, ma di certo pregni di quella potenza e quella decisione che sono pronto a scommettere faccia parte del suo stile.

Crocchetta cioccolato al 70% ananas, yogurt.

Crocchetta cioccolato al 70% ananas, yogurt.

piccola pasticceria

piccola pasticceria

 

Piccola pasticceria

Piccola pasticceria (2)

 

babà e sfogliatelle

babà e sfogliatelle

 

Il perfetto epilogo dell’esperienza mi vede scendere alla volta delle cantine in compagnia del sommelier e di un Patatone ringalluzzito dalla copiosa quantità di alcol trangugiato. 

Nell’attraversare le cucine la nostra guida si scusa, da buon padrone di casa, per averci fatto transitare per simili luoghi gonfi di odori e suoni inusuali. Nemmeno può immaginare il favore che ci ha fatto e quanto abbiamo apprezzato quel transito, putroppo assai breve, diritto al ventre del palazzo, al sancta sanctorum ove prendono vita I capolavori che ci sbafiamo con tanta naturalezza.

Nel corridoio ci attende lui, il Grande Cannavacciuolo. E’ intento ad incollare I tappi di sughero alla parete con l’ambizioso progetto di ricoprire e tappezzare l’intero corridoio. Pare che tale occupazione assorba almeno un’ora della sua giornata.

Cannavacciulo e il nostro amato Aureliano

Cannavacciulo e il nostro amato Aureliano

 

 

L’immagine di uno chef di fama internazionale che spende parte del pomeriggio ad incollare tappi al muro ci ha allo stesso tempo sorpresi e deliziati. E’ stato un po’ come vedere Robert Plant che passa l’aspirapolvere in salotto. Ancora oggi non sono certo che quello che ho riportato si sia effettivamente svolto. Ma forse è una specie di meditazione zen che non ci è dato comprendere.

Tra un tappo e l’altro nasce una piacevole conversazione. Un Patatone in grande spolvero si esibisce in domande a dir poco ficcanti che, con mia grande meraviglia, trovano sempre puntuale risposta guarnita da naturalezza e simpatia di inconfondibile stampo partenopeo.

Non riferiremo mai, nemmeno sotto tortura, delle importanti rivelazioni svelate dallo chef Tony (quello dei coltelli?). Ma si è fatto tardi, e i metri di galleria da ricoprire di sughero sono ancora tanti.

PREZZI: ah il vile denaro, 2 menù “Fuori Pista” 240€, 2 caffè 10€, 2 calici di vino da dessert 18€, 2 Minerali (Perrier) 14 €, 2 Aperitvi 20 €, 1 Bottiglia di Cuvèe Bois Chardonnay Les Cretes 2004  50€, 1 bottiglia di GEWÜRZTRAMINER NUSSBAUMER Cantina Produttori Termeno 2005 36 €. Totale 388€.

PAGELLONE DI PATATONE: La perdita di Alessandro Giardiello si farà sentire? Nelle precedenti visite mi aveva letteralmente conquistato per professionalità e passione…

MENU’: http://www.villacrespi.it/menu-e-degustazioni.asp
CANTINA: http://www.villacrespi.it/le-carte-dei-vini.asp

VILLA CRESPI

Via Fava 18, Orta San Giulio (NO)

Visualizza l’ubicazione del ristorante sulla mappa

tel 0322-911902

Per sfogliare altri foto-racconti di ristoranti blasonati e trattorie visita il nostro archivio

Aureliano

25 risposte a “Ristorante Villa Crespi – Orta San Giulio (NO)

  1. Provo solo invidia e niente altro..pesche scampi e fegato grasso mi hanno tolto letteralmente la sonno..Non sono mai stato, ma la rece e’ molto invitante…
    Belle rece Ciao Massimo

  2. La prossima volta ti diamo uno squillo prima di andarci!! Rispetto ad una mia precedente visita sono rimasto leggermente meno soddisfatto ma resta uno dei primi 5 ristoranti nel mio personalissimo taccuino, ovviamente mi riferisco a quelli che ho visitato personalmente! Non amo scrivere impressioni su posti in cui non sono mai stato… Grazie del commento
    Patatone

  3. Ti ringrazio dello squillo, ma esclusa la domenica dove ho il negozio chiuso, difficilmente ho tempo libero….
    La Pergola-Uliassi a pari merito
    Paolo Teverini Bagni di Romagna
    La Madonnina del Pescatore
    Perbellini
    Trattoria La Rosa S.Agostino di Ferrara
    Ecco i miei 5…………..
    Buona giornata Ciao Massimo

  4. sono molto incuriosita dalle domande ficcanti di patatone…..
    per il resto complimenti per le foto!!!!
    un bacio

  5. Signorina Schena questo è un blog serio, quanto si parla di domande ficcanti non si fa certo riferimento alle cose che pensa lei… Non posso (ça va sans dire) rivelare pubblicamente delle confidenze… GRAZIE dei complimenti e continui a seguirci anche dalla lontana Verona…Presto faremo recensioni anche nella sua zona…Ci saluti conti, marchesi e nobiltà varie..
    Patatone

  6. peccato… scommetto che le domande ficcanti avrebbero dato una nota di colore… beh… non mi resta che aspettarvi in quel di verona per una degna degustazione di valpolicella e amarone!
    baci

  7. Amarone?Valpolicella? Ci sono anche io……
    Ciao Massimo

  8. Volevo chiederti un piacere… nella recensione trovi il link alla cantina, vorrei un tuo parere da esperto…Io sono rimasto colpito dalla selezione di rossi che per forza di cose avranno una bassa rotazione a Villa Crespi….ovviamente quando parlo di esperto mi sto riferendo al buon Massimo

  9. La carta dei vini e’ veramente ben fatta. Vastissima scelta di Bollicine.ma d’altronde si vendono solo quelle, e soliti “prezzi”. Attenzione per un ristorante del genere sono buoni e quindi possono anche permettersi il lusso di acquistare Vini Rossi che venderanno con meno facilita’, ma la Carta deve essere cosi’ per un ristorante del genere..Fuori dai denti: Con dei ricarichi cosi’ anche io potrei permettermi di comprare Rossi ” a fondo quasi perdito”…Ciao Massimo

  10. Perduto volevo scrivere………..la mattina e’ dura per tutti…..

  11. Vuoi essere il nostro Enocentrico????…. Proposta indecente…:-)

  12. Il tempo che ho e’ quello che e’…purtroppo..Compatibilmente ai miei impegni potrei aiutarvi di sicuro.
    Ciao Massimo

  13. Complimenti per la recensione… e per il dettaglio del conto😉

  14. ah dimenticavo..però un aperitivo oppure un caffè potevano offrirvelo😉

  15. Ciao Cristiano, il dettaglio del conto mi sembra un particolare importante per chi legge affinchè possa farsi un’idea completa. Anch’io avrei gradito che ci avessero offerto qualcosa o applicato uno sconto, in ultima analisi l’unica cosa che non abbiamo pagato è stata la piccola pasticceria…Patatone

  16. Patatone, il mio riferimento al dettaglio del conto era dovuto al fatto che avevo (molto umilmente) consigliato questa cosa all’atto della vostre recensione su Uliassi. Spero che almeno un benvenuto della cucina o un predessert ve lo abbiano offerto, nonostante non sia scritto da nessuna parte che sia dovuta tale cortesia.

  17. Come vedi ti abbiamo preso in parola, a dirti la verità lo avrei fatto anche per Uliassi se avessi avuto il dettaglio e fossimo stati solo io e Aureliano. In quel caso era poco significativo….Non sta scritto da nessuna parte e infatti non è arrivato nulla in più dei 10 piatti del menù…tutto quello che abbiamo mangiato è ritratto nelle foto a parte il primo piatto la cui foto era veramente pessima….

  18. in effetti, per esempio, il predessert era compreso

  19. Si anche quello era uno dei dieci dell’ampio menù “Fuori pista”…

  20. Complimenti per le foto, veramente spettacolari. Mi pare di avere comunque capito che le porzioni piu abbondanti sono state quelle dei dolci.

    Non capisco mai perchè si facciano delle porzioni cosi minute, in fondo non dovrebbe essere difficile raddoppiare le dosi.
    Magari non piatti pieni ( perchè no poi?) ma neanche dose “cucchiaio”.

    Penso sempre che chi esce da questi ristoranti sia sazio di esperienza ma affamato..

    Emanuele

  21. Ecco su questo ultimo punto ti devo smentire, non sono mai uscito con la fame a parte in un caso…. Anzi alcune volte mi è capitato di sentirmi appesantito…e non mi piace perchè al ristorante non vado per mangiare tanto ma per mangiare bene!

    Poi un menù degustazione è fatto da 8-10 piatti se non fossero assaggi sarebbero troppi… In ogni locale si può comunque ordinare alla carta e le porzioni sono più abbondanti…

  22. Si sono d’accordo.
    In effetti 8/10 piatti pieni sarebbero un po pesantini. Non avevo pensato a questo aspetto nel formulare il mio commento.

    Si vede che non sono pratico di questi posti vero? eh eh eh

  23. Tranquillo… ogni obiezione e ogni commento se educato è ben accetto…

    Grazie di averci letto ancora

    Pat

  24. Mi piacerebbe conoscere questo posto bellissimo….

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