Aureliano, Patatone e la maledizione crescente

La grande abbuffata negli ultimi tempi ha sonnecchiato parecchio.
La ragione è allo stesso modo semplice ed assai complessa e, per quanto mi riguarda, non poco affascinante.
L’estate scorsa io e il Pat avremmo sbavato per poterci attavolare al desco di un qualche chef d’oltralpe di grande fama e mirabolante spirito creativo. Avremmo assaggiato, dissertato e scattato centinaia di foto per poi riportare con sincero entusiasmo l’esperienza sul nostro amatissimo blog.

Nel corso degli ultimi mesi è però accaduto qualcosa di particolare. Si è improvvisamente affievolito lo slancio che ci sospingeva senza posa verso nuove scoperte.
Il Titanic della nostro impeto è colato a picco trafitto da tonnellate di crescenti dell’Osteria del Sole.

Insomma, son mesi che il maggior godimento che possiamo concepire è arraffare un magnum di lambrusco di Camillo Donati ed approdare a Zocca. E lì gustate un paio di piacevolissime portate di introduzione, ci sbafiamo tonnellate di crescenti con salumi e cunza dell’azienda agricola Cà Lumaco.

Ohibò diranno alcuni, due alfieri del gusto usi a confrontarsi con le raffinate stramberie di chef di chiarissima fama sconfitti da una volgare e fors’anche banale tigella?

In un certo senso. Parliamo però di crescenti realizzate con sapienti dosaggi di farine integrali del territorio rigorosamente macinate a pietra e accompagnate da salumi biologici ricavati da maiali allevati allo stato brado. Mica pizza e fichi.

Però… già però resta il fatto che i desideri di esplorazione si son nel frattempo un po’ arenati.

Credo avessimo bisogno, dopo tante esperienze, di un ritorno ferino alle meschine abitudini adolescenziali che ci vedevano divorare con soddisfazione i cosiddetti “gnocco e tigelle” di pessima fattura accompagnati da salumi improponibili e da assurdi lambruscacci chimici.

Se partiamo da questo è però innegabile ci sia stata una grandiosa, stupenda evoluzione. Tanto che si può dire che la crescente di Tommaso Maio olisticamente considerata, rappresenta la quadratura del cerchio, il termine di un percorso irto di esperienze terrene per poi raggiungere l’illuminazione nella più grande semplicità.

Son tutte considerazioni forse non troppo argute e probabilmente semplicistiche. In ogni caso oggi ci siamo mangiati (anche) questo:


(patè di fegato al whisky, melograno, fichi & crescenti)


(Mousse di burrata di bufala al basilico su frittella di piselli (non fritta) con granella di pistacchio di bronte)


(Friggitelli)


(La mitica, inimitabile imprescindibile torta cioccolatino Benassi)

e abbiamo bevuto questo:


(dono di A. Bezzecchi per il genetliaco di Patatone. Grazie Bez!!!!)

e siamo contenti. Là, altro che balle. Rasoio di Occam e tanta allegria. Banale direte voi? Forse un poco, ma sopravviveremo…

A chiosa di tutto, dopo avervi tediato con un resoconto del quale forse vi importa poco vi annuncio che nonostante la descritta deriva lardo – tigellistica abbiamo “altre cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare, e a culo tutto il resto” (cit.)

Che credevate che fosse davvero finito tutto con una tigella? Siete matti?!

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14 risposte a “Aureliano, Patatone e la maledizione crescente

  1. E pure la citazione Gucciniana, razza di comunisti.
    Comunque era ora. Lo sapete che sotto sotto vi voglio bene (a parte forse l’avvocato).
    Ciao.davide

  2. @Davide ma come faresti senza Aureliano tuo? Ti è venuta fame a guardare le crescenti, eh????!!!

  3. Hai ragione, voglio bene a tutti e due.
    Comunque ragionavo prima che una bella recensione è quella che ti fa venire fame (o sete). E con il vostro raccontino mi è venuta voglia di prendere la macchina e venire a pranzo con voi. Gnamme.
    Ciao.davide

  4. Non dimenticare di chiamarmi quando accade Davide.
    Salgo in groppa alla moto e arrivo. Dalle parti di Aulla le tigelle le chiamano “panigacci”. C’è un posto, “La Gavarina d’Oro”, dove di tanto in tanto vado a bighellonare. Peccato solo non abbiano Camillo Donati, ahiloro. :)

    Fil.

  5. @Filippo
    E’ da un po’ che serpeggia l’idea di fare una re-union di gastrofanatici all’Osteria Del Sole. Chissà, forse un giorno ci riusciremo davvero…

  6. Cari ragazzi, gironzolo da pochissimo nel vostro blog e ancora sono imbranata… ci sono capitata per caso scrivendo in google “ristoranti+girona” lo scorso marzo. La faccio breve: dopo aver letto la recensione sul Celler… 5 mesi fa ho prenotato un tavolo, primo posto libero sabato prossimo, 2 menù festival+viaggio come regalo di compleanno a mio marito. Siete stati irresistibili… tigella a parte spero di poter continuare ad approffittare del vostro spirito goliardico-buongustaio per fare nuove entusiasmanti scoperte: conto quantomeno sulla resistenza del vostro fegato! PS. appena capisco come arrivare all’osteria del Sole naturalmente testo anche quanto proposto nelle succulente foto di questo post! Roberta

  7. @Roberta
    Grazie mille per i complimenti. Come è andata dai Roca? C’è qualche nuovo piatto strabiliante? (domanda lievemente retorica)

    Vai all’Osteria Del Sole e raccontaci cosa ne pensi. Tanto dopo una crescentina con la cunza si perdono completamente i sensi ed è impossibile dare giudizi negativi

    Au

  8. Come vi capisco … anch’io in altre faccende affacendato.
    Ben (ri)trovati.
    S.

  9. @Sararlo
    Ammetto che questa volta siamo un po’ colpevoli noi avendo (purtroppo) declinato il tuo ultimo invito. Spero davvero ci siano presto altre occasioni.
    Dall’alto del tuo munus culturale segnalaci qualche bell’evento nelle tue zone. Sarà un pretesto per passare di lì e magari fermarci insieme a cena in qualche posto interessante. Devo avere da qualche parte un libro con qualche buon consiglio su dove desinare nel Veneto…

    f.to: il compagno che sbaglia e che non ama Dell’Utri

  10. Avete anche scalato pero’………..

  11. La Domenica quando volete dopo il primo week end di ottobre!!

  12. non mi pare una brutta deriva
    socmel

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