cena di sabato 29 Agosto,
Premessa: le prime immagini e il pistolotto che seguirà riguardo al museo sono volte di nuovo a farvi ritenere che noi si viaggi con autentica curiosità e sensibilità artistica e non esclusivamente per riempirci la pancia, non fatevi ingannare!!
La sfacciata meraviglia di questa costruzione non potrà lasciarvi indifferenti, un enorme edificio in titanio che rimarrà certamente un simbolo del secolo scorso. Completato nel 1997, è opera dell’architetto americano Frank O. Gehry e sorge sulla riva del Rio Nerviòn, vicino al nuovo centro (Ensanche) di Blibao. Per chi volesse approfondire le sue conoscenze dell’edificio e del museo vi rimando al virtual tour del sito ufficiale.


Il museo ospita una collezione permanente, tra cui alcune opere all’esterno, ed una temporanea, in particolare nel periodo Marzo-Settembre 2009, una mostra dell’artista cinese Cai Guo-Qiang (dal titolo I want to believe). Tra le svariate espressioni dell’artista spicca il meraviglioso Head on del 2006, 99 lupi intenti in una folle corsa contro un muro di vetro (allegoria del muro di Berlino?), che potete trovare a questa pagina.


Il percorso migliore per raggiungere il Guggenheim è certamente costeggiare il fiume, magari con una bella passeggiata dal Casco Viejo e all’ingresso troverete ad accogliervi un cagnolino di dodici metri (!!), un west highland terrier ricoperto da 40.000 fiori, che non potrà che farvi magicamente tornare il sorriso.

Sul fiume troverete l’assai meno allegra scultura dell’artista francese Louise Bourgeois, Maman. Un ragno bronzeo di una decina di metri, rappresentazione perversa della maternità.

Sul Guggenheim e sull’arte moderna ci sarebbe molto da discutere, ma sapendo che questo è un punto di raccolta di preziosi palati e non di maître à penser, passerò lesto a narrarvi del ristorante contenuto in tale meraviglia architettonica, dove troverete lo chef Josean Martínez Alija, un indubbio talento.


Sedersi a cena dentro ad un museo riporta inevitabilmente al rapporto tra alta cucina ed arte, i grandi chef sono artisti? O solo dei bravi artigiani al servizio della clientela? La componente estetica di un piatto è più importante del suo gusto? Mi piacerebbe raccogliere qualche vostra risposta nei commenti sul tema, ma a mio avviso la soluzione a queste quisquilie la fornisce la cucina di Josean, concentrata meravigliosamente sul gusto e poco sull’estetica (troppo poco?).
Eccovi il menù degustazione da noi assaggiato, tra l’altro l’unico in carta, al vantaggiosissimo prezzo di 70€ più iva:


Meravigliosamente accolti dal maitre basco Urko Mugartegui, ci accomodiamo in una delle due sale dedicate al ristorante gastronomico dentro allo spazio del Guggenheim che comprende anche un bar ed un bistrot (per fortuna chiusi alla sera).
La carta è esile, 5 antipasti, 3 piatti principali di carne e altrettanti di pesce. Per le bevande ci affidiamo alla pluripremiata sommellier María Jose Vázquez Garcia, che si distinguerà per una serie di abbinamenti azzeccati e anch’essi molto convenienti.


Un primo assaggio offerto, una crema di basilico e piselli con patate a cubetti.



As a salad… cucumber-melon with mint, kefir and grapefruit perfume. L’inizio del menù degustazione è esemplare, freschezza e acidità, accompagnato da una birra artigianale iberica, Guineu.


A dispetto della fotografia questa realizzazione è un’autentica meraviglia, melanzana “arrosto” alla liquirizia servita con un emulsione di yogurt e olive. Splendida la consistenza della melanzana, il cui assaggio riporta una netta prevalenza della liquirizia. Si riscontra chiaramente un distacco con il resto dell’avanguardia spagnola, che mai avrebbe proposto un piatto così “brutto”.



Il Vegetarian foie gras (con un succo speziato di piccoli calamari alla base) resterà nei miei ricordi a lungo per la somiglianza straordinaria con la nobile materia prima. Si tratta di avocado, fatico ancora a crederci. L’essenzialità e la genialità nello stesso piatto..


Dopo 4 passaggi esclusivamente vegetali si passa al pesce: una ventresca di tonno con una base di aglio e capperi. Materia prima di altissimo livello per un’esecuzione gustosa che non raggiunge le vette dei due capolavori precedenti. Ritroviamo anche qui soli due o tre elementi a testimonianza di una filosofia nella creazione del piatto ricorrente.



L’unica nota stonata arriva con l’incomprensibile maiale iberico ai fagioli di Tolosa con note speziate, quasi crudo, eccessivamente sapido e slegato. Boh..


Si torna su livelli alti con la piacevolissima e rinfrescante pesca al vino rosso con vaniglia e agrumi. Notevole la manualità con cui sono stati creati questi “fiori” di pesca sottilissimi.


Coffee texture: gelato di birra tostata, biscotto al caffè e buccia candita d’arancia. Anche qui due sapori principali che raggiungono un equilibrio impensabile, caffè e birra..


Un secondo dessert offerto dalla casa (la seconda foto di questo piatto è un omaggio a Leo alias Crapapelata), olive nere polverizzate, gelato alla liquirizia e un formaggio fresco a fianco.

Ad accompagnare il caffè.. fresca infusione di tè nero , kefir alla base e pipetta croccante di zucca.
La cucina di Josean risulta immediata, comprensibile, fine, ma mai banale e ci riporta la verità dell’assaggio che il giorno precedente era mancata. Un rapporto qualità/prezzo che troverete raramente!
Il conto: 2 menù 140€, 2 acqua 6,54, 2 calici di Txakoli 8€, 2 calici di Crianza, 8€, 2 calici di Finca Montico Rueda 8€, 2 calici di Porto 10€, 2 calici di birra 8€, 2 caffè 3,08. totale iva esclusa 191,63 + iva 7%= 205 €.
Le altre tappe del nostro viaggio nei paesi baschi:
e l’archivio dei nostri racconti.
(Restaurante)
Avenida Abandoibarra 2
48001 Bilbao
tel. (+0034) 944 239 333








5 risposte finora ↓
Puccio // 3 Novembre, 2009 a 7:39 pm |
Come sempre Pat complimenti perle splendide foto… hai reso perfettamente l’atmosfera di Bilbao, peccato che quando ci sono stato io l’8 agosto (Agosto!!!) era brutto e ci siamo persi l’effetto specchio delle pareti del Guggenheim… Bellissima, e consiglio a tutti quelli che passeranno da quelle parti di andarla a vedere, la mostra temporanea di Cai Guo-Qiang.
Royscs // 4 Novembre, 2009 a 2:21 pm |
Bellissima struttura, ho una gran curiosità per la cucina di josean dopo questa recensione ancor di più.
Molto bravi
Patatone // 4 Novembre, 2009 a 3:07 pm |
Un ringraziamento ad entrambi per i sempre graditi complimenti; la mostra temporanea di Cai è terminata purtroppo.
Royscs, attendiamo le tue impressioni se passerai a Bilbao..
Ciao
Pat
lamax61° // 5 Novembre, 2009 a 3:05 pm |
bravo BIG PATATOS……per quella crema di basilico e piselli farei pazzie……il minimalismo spinto ai minimi termini.
Ciao e grazie per lo spunto.
LAMAX61°
lagrandeabbuffata // 5 Novembre, 2009 a 7:23 pm |
Ciao LAMAX 61°, mi pare che questo locale sia perfetto per te, organizzati un viaggetto nei Paesi Baschi.
Pat