pranzo di domenica 15 Marzo,

Direte che siamo in una città universitaria tra le più antiche, che conta innumerevoli punti di ristoro per studenti con poche pretese, mi direte che i bolognesi prediligono gite gastronomiche fuori porta verso la Riviera o i colli, ma è un dato di fatto che la ristorazione in città non sia riuscita a produrre locali di vertice, di elevata qualità. Nessuna stellina tra le mura, non un locale che riesca a raggiungere gli 80/100 nel gambero e la sola osteria di cui vi andremo a parlare che arriva a 15/20 nell’Espresso. Un panorama desolante, ne converrete.
E’ domenica, possiamo prendercela comoda, parcheggiare al Baraccano e farci una lunga passeggiata nel centro storico, rilassante se non fosse per le mie battute sottili, da ridere a denti stretti(O da piangere fate voi).
Prima di recarci a rifocillare corpo e anima in via Santa Caterina passiamo in rassegna una novità: Eataly, aperto da soli tre mesi all’interno di un ex cinema in via degli Orefici.


Gli spazi dedicati alla vendita dei prodotti sono divisi nei tre piani dell’edificio, tra gli scaffali troviamo anche una caffetteria, una trattoria e una sala per la degustazione di vini e birre. I prodotti venduti paiono di assoluta qualità e rigorosamente italiani, dalla pasta di Gragnano agli oli extravergine d’oliva e i prezzi di conseguenza non sono proprio abbordabili. La ristorazione è curata da Alberto Bettini della trattoria Amerigo di Savigno, ma i tavoli tra gli scaffali non mi sembrano il posto più tranquillo dove consumare un pasto.


La sezione sul vino è abbastanza limitata e presenta per la maggior parte etichette blasonate. In sostanza abbiamo visitato una grande boutique dell’enogastronomia italiana!!
Due passi per il centro di Bologna, di indubbio fascino, piazza Santo Stefano, la basilica e le sue “sette chiese”..


..Le due torri (Garisenda a sinistra e Asinelli a destra)..

e gli immancabili portici, fino alla meta..



Puntuali come un orologio svizzero varchiamo la porta di quella che è a tutti gli effetti un’osteria, vi confesso che l’ambiente a prima vista può lasciare perplessi: i tavoli sono molto vicini, le tovagliette sono di carta ma in seguito ho capito lo spirito, che ritroviamo anche nella figura dell’oste, qui si privilegia la sostanza, senza orpelli, tanta, tantissima materia prima. E’ aperto da pochi anni ma il gestore è noto nel bolognese per il suo passato al Dandy di Minerbio e questa “bottega” è ormai un riferimento assoluto tra le mura.



Ci accomodiamo nel tavolino (qui la prenotazione è realmente necessaria, anche durante la settimana) proprio al di sotto della meravigliosa Berkel (oltre alla celebre affettatrice c’è anche una bilancia) e sfogliando un menù che è sinfonia di tradizione del territorio ci troviamo spaesati, mai come questa volta vorrei ordinare TUTTO! Chiedo lumi al mio ben più esperto amico che mi indirizza su due specialità a cui non devo rinunciare, mentre per gli antipasti ci affidiamo all’oste Daniele Minarelli.



Dopo aver sopportato le mie digressioni siete finalmente giunti al sodo, ecco gli antipasti: salsiccia cruda (“che produciamo noi” recita la carta) e una versione di spalla cotta molto particolare. La prima condita con una buona dose di pepe e rosmarino è un piatto orgasmico per chiunque ami la carne cruda, una persistente nota grassa che si scioglie al palato con incredibile facilità, con un notevole finale pepato. Accanto un salume molto più dolce e delicato, che lo stesso Minarelli non sa come classificare, si tratta della zona della spalla del suino ma cotta con un procedimento molto lontano dalla classica versione di San Secondo (al vapore).. conclude laconico l’oste: lo chiamerei prosciutto cotto ma viste le schifezze che ci sono in giro mi pare un offesa! Il sapore è avvolgente, dolce, ruffiano, l’esatto contrario del precedente.

Ad irrorare i nostri palati asfaltati sugli antipasti e i primi piatti una riserva di Corte Manzini di Castelvetro: Lambrusco Grasparossa L’Acino.



Una maestosa versione di tagliatella, abbinata ad un culatello di assoluto livello e ad una spolverata di parmigiano (grattato sul momento a richiesta) mi hanno letteralmente estasiato, pare che si avvalgano di una signora che ogni mattina da brava sfoglina prepara questi deliziosi manicaretti. Sono sicuro che qualcuno di voi provandole potrebbe notare un eccesso di sapidità, certamente anche questo è un piatto dal carattere notevolmente arrogante, questione di gusti..


Ecco invece una preparazione più delicata, i tortelli di ricotta conditi con burro e salvia ed anche qui una spolverata di parmigiano, pur avendoli sentiti non ho provato nessuna invidia per la scelta del mio commensale, notevolissima anche qui la morbidezza e il gusto della pasta ma continuo a tifare per le mie tagliatelle ruspanti!! Nel frattempo la bottiglia di Lambrusco ha visto il fondo e per il secondo piatto ci affidiamo nell’abbinamento all’oste che ci propone un sangiovese di Romagna Superiore, Fermavento di Giovanna Madonia che avrà vita breve come il suo predecessore.

E’ giunto il tempo di sua maestà la cotoletta alla bolognese (detta “Petroniana” ,in onore del patrono di Bologna), accompagnata da una generosa porzione di patate al forno, che porta in dote il tragico inconveniente di doverla ordinare per due persone avendo dimensioni assai generose. La carne arriva da Carrù nel piemontese (le altre materie prime sono il parmigiano e il prosciutto rigorosamente autoctoni), viene impanata con l’osso e finita di cuocere, a rigor di tradizione, con il brodo di cappone. Il piatto è molto robusto anche in questo caso ma al mio palato è un trionfo di sapori decisi che mi soddisfano appieno.




Il mio compare sensibilmente più anziano di me rinuncia al dolce e opta per un sorbetto agli agrumi che non ho assaggiato, io scelgo una torta di riso abbastanza anonima, forse avrei avuto maggior fortuna con la zuppa inglese. Un’osteria ricercata, con sapori che fatichi a dimenticare, che ti lascia addosso una irrefrenabile voglia di tornarci e portare gli amici.


Il conto, su un foglio di carta gialla “da fritto” molto rustico (seguito da regolare ricevuta fiscale), recita: 1/2 spalla 9€, 2 rondelle di salsiccia 4€, 1 tagliatella al culatello 13€, 1 tortello burro e salvia 12€, 1 cotoletta x2 32€, 1 patata 5€, 2 dolci 12 €, 2 caffè 4 €, 1 Lambrusco 16€, 1 Sangiovese 22€, 1 acqua 2€. Totale 131€ scontati a 125€.
40 euro vini esclusi non sono certo pochi per una trattoria, secondo noi sono certamente ben spesi..
Tutte le foto della giornata nella nostra pagina Facebook!
Oltre all’archivio dei nostri racconti, alcune trattorie emiliane da noi consigliate:

All’Osteria Bottega
via Santa Caterina 51,
40123 Bologna.
tel. 051-585111





54 risposte finora ↓
Fenice72 // 19 Marzo, 2009 a 12:05 pm |
Bellissima!! Siccome a Bologna ci capito “spesso” e volentieri questo è un indirizzo di assoluto interesse che devo visitare senza ombra di dubbio! Descrizione e foto sempre di altissimo livello!
Applausi….ho l’acquolina in bocca specie dopo aver visto quel ben di Dio di cotoletta!!
sararlo // 19 Marzo, 2009 a 12:38 pm |
Bravi !
Massimo // 19 Marzo, 2009 a 2:55 pm |
Allora, il racconto e’ bellissimo, manca la firma ma e’ sicuramente di Pat, pero’ cavolo (zzzzz) ci siete stati di domenica a pranzo, potevate fare un fischio? No? Scherzi a parte, viene davvero voglia di andarci. L’unica cosa che non capisco e’ come mai lo stesso Sangiovese a Rimini costa al Ristorante 8 euro in meno..L’autostrada, Cavolo non ci avevo pensato….Ciao Cari, Massimo
lagrandeabbuffata // 19 Marzo, 2009 a 3:52 pm |
@ Massimo: ma tu non eri ai Due Platani? Abbiamo deciso sabato sera sul tardi e voci di corridoio ti davano a Coloreto.. In ogni caso fissiamo una data e io ci torno più che volentieri… Giorgio parlava anche di fare un salto al 25 a Carpi… Sul vino sai che mi fido delle tue quotazioni mentre l’articolo è certamente mio.
@ Fenice: quando passi in Emilia fatti sentire, un a trattoria dove portarti la troviamo sempre
@ Giancarlo: grazie di cuore!
Pat
polipakos // 20 Marzo, 2009 a 8:24 am |
Come sempre è un piacere leggere le vostre recensioni, accurate e puntuali. Anche questa volta vi ho linkati su Trivago in modo che altre persone possano leggervi.
Ciaooo
http://www.trivago.it/bologna-45358/ristorantetrattoria/all-osteria-bottega-991509
LAMAX61° // 20 Marzo, 2009 a 10:04 am |
Ti riporto quanto risposto i forum VG
http://viaggiatoregourmet.forumup.it/viewtopic.php?p=25630&mforum=viaggiatoregourmet#25630
Caro Patatone,
forse hai compreso male il mio ragionamento di fondo.
Amo poco il superfluo nel piatto. Un piatto sovraccaricato di elementi- un fondo con sovrapposizione di molti aromi-schiume che sembran bave di rospo, alghe, fiori e piante ecc.Amo poco un pranzo con troppe portate, me ne bastan 4 canoniche (escluderei formaggi e salumi se non strettamente prodotti dal ristoratore stesso e non perchè non mi piacciono, ma solo perchè andrebbero gustati per loro conto e senza impiastricciamenti di mieli e marmellate o sottaceti vari). Amo poco le sedie spaccaglutei e le tovaglie di cartapaglia, anche in un’osteria che, alla fine, al momento del conto, mi presenta una bella cifra(45€ vini esclusi non scontato). Non sto discutendeo la qualità e la bonta di quanto servito perchè non l’ho provata, però la trovo decisamente sfavorevole nel rapporto Q/P. Conosco(non tanti) ristoranti di pregio che a parità di spesa mi permettono di trascorrere un paio di ore in un contesto ben diverso e in pieno relax e comfort.
Complimenti, sempre e comunque, per i bellissimi reportage.
Ciao
LAMAX61°
Giorgia // 20 Marzo, 2009 a 11:35 am |
ottima recensione e le foto rendono il tutto completo… insomma alla fine ci voglio andare anche io!
lagrandeabbuffata // 20 Marzo, 2009 a 12:09 pm |
Incollo la mia risposta al caro LAMAX 61° da me postata sul forum di altissimo ceto:
Il mio incipit del post precedente era solo una battuta, venendo all’Osteria Bottega, capisco la diffidenza nei confronti di una trattoria da 45€ a cranio ma viste le alternative nel centro di Bologna se capiti in via Santa Caterina ritieniti molto fortunato. Non dubito che con la stessa cifra si possa mangiare in ristoranti più raffinati altrove.. grazie dei complimenti, come sempre graditi.
P.S. le quattro portate canoniche le prediligo in ristoranti che conosco bene o che frequento spesso, mentre in un locale nuovo, distante e magari blasonato preferisco una degustazione che mi dia una panoramica della cucina, anche perchè non capita tutti i giorni di andare dai Roca o anche solo alla Peca..
Pat
lamax61° // 20 Marzo, 2009 a 12:35 pm |
Visto che oggi viaggiamo in parallelo copioincollo la mia risposta ex forum VG per the bigpotato
anch’io opto quasi sempre per un menu degustazione che, secondo me, dovrebbe essere il vanto ed il fiore all’occhiello del ristorante, cosa assai rara. Intendevo solo precisarti che i menu degustazione con 6-8-10 portate, preceduti da apetizer e seguiti da predessert, li trovo sbilanciati e poco corretti alimentarmente parlando, soprattutto se rapportati alle mie esigenze. Non mi piace l’abbiocco post pranzo e non considero corretto un alto numero di portate (seppur assaggi) che poi, per forza di cose, finiscono per giustificare un conto a 3 cifre. Meglio qualche portata in meno, un prezzo-conto più contenuto e qualche visita in più per conoscere a fondo la cucina del locale.
Parere personalissimo neeeeh!!!
Ciao, i complimenti sono doverosi e quando una cosa è bella : è bella!
LAMAX61°
lagrandeabbuffata // 20 Marzo, 2009 a 3:14 pm |
Parere che comprendo,ma di solito un menù degustazione costa quanto un pranzo completo alla carta e si mangia qualcosa in più. Sulla visita in più sono d’accordo se parliamo di locali nel raggio di 100/150 km, su quelli più distanti diventa difficile. Nel mio caso lo stato del dopo pranzo dipende molto di più dal tipo di cucina, dalla quantità di grassi ingeriti e dalla qualità/quantità del vino consumato che dal numero di piatti in sè. La cucina emiliana da questo punto di vista è critica, lasagne, bolliti e compagnia bella si fanno spesso sentire per qualche ora
Big Potato
LAMAX61° // 20 Marzo, 2009 a 3:38 pm |
E vai con il doppio.
Caro Patatone, sempre più spesso, nei locali stellati e di rango, quando non han la puzzetta under nose, propongono almeno 2 tipi di menu degustazione. Di solito 4 portate e 6 portate (piccolo menu e grande menu….denominati poi secondo l’estro dello chef).
Un esempio che probabilmente conoscerai anche tu è Villa Crespi, che ne ha 3 addirittura. Io li ho provati tutti e ti posso assicurare che quello con dieci portate, alla fine, mi stufa pur valutando positivamente quasi tutti i piatti. Vedi qui
http://viaggiatoregourmet.forumup.it/viewtopic.php?t=1820&highlight=villa+crespi&mforum=viaggiatoregourmet
Nei locali di fascia media, per intenderci quelli intorno ai 50 euro, puoi trovare menu degustazione a 4 portate (di solito fanno quello di mare e quello di terra) sulla base dei 38/45 euro vini esclusi. Se sei fortunato e lo chef è valido professionista, riesci a mangiare divinamente, decisamente meglio che in una trattoria.
Trattoria eufemisticamente parlando….badaben!!!. Arredi e servizio da trattoria, ma conto come risto della più bella fatta. Proprio Come succede negli agriturismo.
In città come Milano e Bologna io manco ci entro. Preferisco starmene a casa e mangiarmi un panino. La vista del traffico e del caos mi schifa.
Credo che il protrarsi della crisi, ammesso che non sia come la mafia, porterà a far rivedere la tendenza dei menu chilometrici e costosi. Cmq io preferisco andare più volte nello stesso ristorante, se mi piace e son comodo, e provare vari menu diversi ma più contenuti.
Ciao
LA MAX61°
lagrandeabbuffata // 20 Marzo, 2009 a 4:46 pm |
A Villa Crespi sono stato due volte negli ultimi due anni, non ho mai trovato il menù a ruota libera (da me scelto in entrambe le visite) eccessivo per il mio stomaco, sono dieci assaggi prevalentemente di pesce e le quantità sono da degustazione. I ristoranti di qualità a 50 euro dalle mie parti non son poi così tanti, spero che in Lombardia e in Piemonte la situazione sia migliore.
Il centro di Bologna è molto vivo e meraviglioso da visitare per esempio la domenica, in certe città non ci vorrei mai vivere stabilmente ma non per questo disdegno alcune visite occasionali.
Ciao
Pat
Tiziana // 22 Marzo, 2009 a 11:28 pm |
La cotoletta alla bolognese galleggia nell’olio, ma le tagliatelle sembrano gustose. E accidenti che prezzi…
lagrandeabbuffata // 23 Marzo, 2009 a 9:50 am |
@Tiziana: non è olio!!!! E’ brodo di cappone indispensabile per terminare la cottura e far sciogliere lentamente il parmigiano…
Ti pare che si possa rovinare un taglio di bue grasso di Carrù servendolo in due dita d’olio???!
Un saluto
Au
Tiziana // 23 Marzo, 2009 a 8:30 pm |
Sarà anche brodo di cappone, ma la vera cotoletta alla bolognese è asciutta, non bagnata.
lagrandeabbuffata // 23 Marzo, 2009 a 9:35 pm |
Calma ragazzi, stiamo sempre parlando di libagioni e cucina, non mi sembra il caso di scaldarsi…
La cotoletta viene servita in un piatto fondo con un poco di brodo della cottura finale, non ne conosco la ragione precisa!
Sui prezzi ripeto quanto detto sopra, a mio modesto parere sono ben spesi, professionalità e qualità della materia prima costano!
Tiziana, hai qualche ristorante o trattoria da consigliarci a Bologna?
Pat
lagrandeabbuffata // 23 Marzo, 2009 a 11:35 pm |
@Tiziana: è giusto che ognuno abbia le sue idee in cucina. Però una puntatina alla Bottega ad assaggiare quella cotoletta fossi in te la farei…
Au
Tiziana // 25 Marzo, 2009 a 6:20 pm |
Non è scaldarsi, ma essendo bolognese magari ne so un pochino di più sul cibo della mia città non pensi? Comunque magari ci andrò prima o poi a sentire questa cotoletta, poi ti so dire. Sarà buona, ma la tradizione però è un’altra…
Se vuoi un consiglio sui posti che potresti andare, puoi guardare la categoria la mia top list nel mio sito. Non ho ancora messo il ristorante Diana, Rosteria Luciano e La Gigina, ti assicuro che tutti e tre sono al top.
lagrandeabbuffata // 25 Marzo, 2009 a 7:48 pm |
@Tiziana: Essendo 50% Modenese non sono poi così distante sia nello spazio che nelle corde gastronomiche dalla città petroniana.
Mi sento poi di affermare, se non con certezza con buona approssimazione, che la ricetta tradizionale della cotoletta alla Bolognese preveda un’ultima breve cottura nel brodo di cappone.
Non mi sento di esprimere pareri sui locali da te menzionati, principalmente perchè 2 su 3 non li conosco per nulla. Sul Diana mi limito a rilevare che, pur essendo arcinoto, quest’anno non è nemmeno menzionato nella guida GR. Dire che è “al top” mi pare un poco avventato.
Au
Massimo // 26 Marzo, 2009 a 12:49 am |
per n. 6 persone
6 fette di fesa di vitello;
uovo e pan grattato;
50-60 grammi di burro;
parmigiano Reggiano (meglio se poco stagionato);
prosciutto crudo;
brodo di carne (oppure, in mancanza, una punta di estratto sciolta in acqua calda);
tartufo (come variante di gran lusso);
un poco di salsa di pomodoro (come variante)
Tiziana // 28 Marzo, 2009 a 3:25 am |
ah beh quindi tu ti basi sulle guide?! quelle a pagamento…beh ho già capito anche troppo…
e poi non mi piacciono le tue continue polemiche sulle mie risposte, non credo che passerò qui di nuovo.
lagrandeabbuffata // 28 Marzo, 2009 a 11:51 am |
Buongiorno Tiziana, mi sembra che Aureliano esprima la sua opinione, senza averti mai mancato di rispetto!Non polemizza più di quello che non faccia tu. Sulle guide potremmo discutere per ore, ma mi pare che una certa considerazione la meritino, A PAGAMENTO cosa significa?
Pat
Anonimo // 1 Aprile, 2009 a 8:29 am |
Non idolatriamo osteriabottega semplicemente perche’ Bologna e’ gastronomicamente povera, riconosciamole il merito di distinguersi da altre cose ma il conto e’ davvero salato per cio’ che si mangia. Edo
lagrandeabbuffata // 1 Aprile, 2009 a 10:47 am |
@ Edo: Grazie per il tuo contributo. Il prezzo certo non è da trattoria, però non si può neanche dire che sia esorbitante considerata l’alta qualità delle materie prime. Del resto è una valutazione sempre piuttosto soggettiva. Il fatto che, almeno per quanto ne so, non abbia molti concorrenti diretti non aiuta certamente a calmierare.
@Tiziana: se per caso ti capitasse di leggere, mi spiace per il tuo ultimo commento. Cercavo un dialogo e non intendevo davvero polemizzare.
Au
lagrandeabbuffata // 1 Aprile, 2009 a 11:55 am |
Edo, senza nessuna vena di polemica, potresti togliermi una curiosità? Dove val la pena andare a mangiare secondo te nell’Emilia orientale (Tra Reggio e Bologna)? Io non venero nessuno, ho semplicemente scritto il racconto del nostro pranzo
Pat
Massimo // 10 Aprile, 2009 a 2:30 pm |
Si latita in questo blog….
lagrandeabbuffata // 10 Aprile, 2009 a 2:38 pm |
Ci sono ben due post in corso di pubblicazione.. poi Massimo.. ormai ci conosci.. se ci sono dei ritardi sai di chi dei due è la colpa..
Pat
Massimo // 10 Aprile, 2009 a 4:14 pm |
Si l’unica cosa certa e’ la colpa…
Ciao Massimo
lagrandeabbuffata // 10 Aprile, 2009 a 4:17 pm |
Ci vediamo domani sera in enoteca per il brindisi.
Ciao
valerio // 15 Giugno, 2009 a 3:34 pm |
Non è per fare polemica…però non è neanche vero che a Bologna non ci siano posti in cui non si possa mangiare correttamente…Poco lontano da Piazza Santo Stefano, in via rialto, per esempio, c’è Marco Fadiga…per preparazioni di un livello certamente molto più alto, il prezzo (che oscilla a seconda dei vini, ostriche, champagne e foie gras) può essere tranquillamente contenuto in 50 euro a testa se non si esagera…
Patatone // 15 Giugno, 2009 a 4:06 pm |
Ciao Valerio, io ho parlato di panorama desolante perchè la qualità media è davvero bassa ma certamente non mancano locali degni di nota come quello che citi tu (Fadiga) oppure Caminetto d’Oro e altri.
Mi pare che l’Osteria Bottega sia un posto molto valido in centro a Bologna, non ho mai sostenuto che fosse l’unico.
Se non sono stato chiaro, scusami.
Pat
valerio // 15 Giugno, 2009 a 5:37 pm |
Sì sì, non era per criticare il posto, a parte forse un po’ per la questione del prezzo (è chiaro che tutto è relativo, per esempio ritengo i prezzi di Pierre Gagnaire equi…), mi stava solo a cuore sottolineare il fatto che per fortuna qualche bel ristorante in cui andare a mangiare c’è ancora…ecco, non sono poi così tanti, anzi…però qualcosa c’è! Avevo mal interpretato e comunque sono d’accordo che la qualità media sia imbarazzante a dei prezzi indegni per quello che viene offerto…meglio non far nomi comunque! grazie per la risposta repentina, a presto
Marco // 30 Settembre, 2009 a 9:57 am |
Ho avuto la sfortuna di capitarci ieri sera. Mia seconda volta. In 2 abbiamo speso la bellezza di 95 €!
Presi nell’ordine:
1 piatto di culatello 12€ (40 min di attesa)
2 mezze tagliatelle (così definite dal proprietario del locale) 20€ (in realtà era un piatto solo)
Lambrusco Grasparossa (16€)
1 cotoletta in 2 (32€)
2 sorbetti (12€)
Acqua (2€)
patate al forno (€5)
Tra le altre cose mi sono alzato che avevo ancora fame….
Abbiamo speso
davvero troppo …penso non ci metterò più piede!!
Saluti
Marco
lagrandeabbuffata // 30 Settembre, 2009 a 11:21 am |
Ciao Marco, benvenuto sulla grande abbuffata.
Mi dispiace che tu non ti sia trovato bene, i prezzi sono abbastanza alti per una trattoria, ma la qualità? hai mangiato bene?
L’unica cosa che non mi torna sono le 2 mezze tagliatelle a 20€ per il resto il conto è simile al nostro.
Ciao
Pat
Marco // 1 Ottobre, 2009 a 12:02 pm |
devo dire che la qualità era buona. Ma le quantità assolutamente scarse…
A mio avviso sono prezzi esagerati.
Ma questo è assolutamente un mio modesto parere….
lagrandeabbuffata // 1 Ottobre, 2009 a 12:23 pm |
Ciao Marco,
anche sul forum del gambero rosso c’è una lamentela simile:
http://www.gamberorosso.it/grforum/viewtopic.php?f=7&t=73148&sid=13f8ee3892d2a6c977eb9a712e65247a
Dovrei ripassarci perchè io avevo avuto impressioni molto diverse delle vostre come avrai letto qui sopra.
Grazie dell’intervento.
Luca // 1 Ottobre, 2009 a 1:15 pm |
Anche guardando il conto di Marco (premesso che io il conto in dettaglio non ce l’ho..ma ho solo un “forfait” di 99 euro,scontati a 90)sono sempre più convinto che nel mio caso mi abbian conteggiato qualcosa che non abbiam preso…o in caso contrario…ho pagato due calici di S.Giovese tanto quanto due bottiglie…
Marco // 4 Ottobre, 2009 a 6:58 pm |
confermo che anche io avevo un conto di 99 €…scontato 95…
mi sembra di capire che a bene o male quello è il range di prezzo…
…anche nel mio caso la bottiglia di vino è stata messa ad un prezzo a mio avviso esagerato…una bottiglia di lambrusco corte manzini a 16€!!
Massimo // 4 Ottobre, 2009 a 7:52 pm |
Se e’ l’Acino e’ caro, ma non carissimo.
lagrandeabbuffata // 5 Ottobre, 2009 a 12:02 pm |
Prometto che presto ci ripasseremo anche per verificare i prezzi.
Confermo che il lambrusco servito è l’Acino.
Av salut!
Marco // 22 Ottobre, 2009 a 10:52 am |
…solo un rapido aggiornamento.
Un amico che lavora sempre in ambito ristorazione mi dice che il lambrusco di Corte Manzini viene pagato mediamente dai ristoratori tra 1,3 e 1,5 €.
Quindi nel mio caso (€ 16) avrei pagato la bottiglia 10-12 volte il costo che la stessa ha per il ristoratore.
Mi sembra una mezza rapina!
A mio avviso i vini nei ristoranti sono posizionati a cifre folli….
Patatone // 22 Ottobre, 2009 a 12:19 pm |
Marco ti confondi, il lambrusco di corte manzini di cui ti ha parlato il tuo amico non è certamente l’Acino, che è una riserva speciale.
Ti inviterei a non esagerare con i toni e ad informarti meglio sul costo del lambrusco in questione.
La discussione sui prezzi dei vini al ristorante è troppo lunga e complessa per essere trattata qui.
Esistono ancora locali in cui si può bere bene a prezzi umani, per esempio i Due Platani o la Locanda Mariella.
Ciao
Pat
Marco // 26 Ottobre, 2009 a 12:02 pm |
…reccoglierò megli le mie info e ti farò sapere….
Non mi sembra comunque di essere l’unico a lamentarsi su questo blog dei prezzi un pò “strani” applicati dall’Osteria Bottega (si veda post di Massimo del 19/3/2009 sul Sangiovese ed il post di Luca del 1/10/2009…)
A mio avviso è giusto che i ristoranti si assumano le proprie responsabilità in merito alle politiche di prezzo applicate.
Fermo restando che i clienti sono liberi di dire quello che pensano una volta che hanno pagato (e salato nel mio caso) per il cibo che hanno consumato…
Siamo in un paese libero…giusto?
Saluti
Marco
lagrandeabbuffata // 26 Ottobre, 2009 a 2:48 pm |
Ciao Marco.
Certo siamo in un paese libero, ma hai tratto conclusioni pesanti partendo da informazioni oggettivamente erronee.
Puoi dire che l’Osteria Bottega è cara secondo te, ma non puoi usare termini come rapina partendo dal costo del lambrusco base di Corte Manzini quando l’Acino è una riserva.
Informati sul prezzo corretto dell’Acino e poi potrai trarne le dovute considerazioni.
Pat
Marco // 26 Ottobre, 2009 a 5:05 pm |
2 mezze tagliatelle 20€!
Scusa ma se non è una rapina questa!!
lagrandeabbuffata // 26 Ottobre, 2009 a 5:37 pm |
Adesso siamo passati dal vino alle tagliatelle?
L’acino quanto costa al ristoratore? Ti sei informato?
Sulle due mezze tagliatelle hai ragione da vendere, l’avevo riconosciuto già nei commenti qui sopra. Per il resto i prezzi sono in linea con i nostri.
Pat
Marco // 10 Novembre, 2009 a 11:09 pm |
…questa sera sono stato al ristorante Il Fienile a Castelnuovo Rangone.
costo dell’Acino di Corte Manzini € 11
quindi all’osteria Bottega la stessa bottiglia è venduta ad un 45% in più…
Saluti
Marco
Massimo // 10 Novembre, 2009 a 11:35 pm |
Ma che discorsi sono! Magari quello del Fienile ne compra 120 bottiglie e lo paga meno..
Marco // 11 Novembre, 2009 a 12:32 pm |
scusa forse è il costo di trasporto da castelvetro a Bologna…(5 € a bottiglia?)
Massimo // 11 Novembre, 2009 a 8:44 pm |
Bella battuta. Fiato sprecato. Hai ragione tu.
Marco // 12 Novembre, 2009 a 6:20 pm |
scusa ma sinceramente non capisco per quale motivo ti scaldi tanto…
Pat mi aveva chiesto di ricercare i prezzi per le stesse bottiglie presso altri ristoranti…o sbaglio?
non vedo cosa ci sia di male…siamo in un libero mercato (per fortuna)…
Massimo // 12 Novembre, 2009 a 8:32 pm |
Ripeto fiato sprecato.
Marco // 13 Novembre, 2009 a 11:18 am |
se sei contento tu
mi piacerebbe vedere obiettività in questo blog…
Massimo // 13 Novembre, 2009 a 1:41 pm |
Il blog e’ super obiettivo e tra l’altro non e’ mio. Se vuoi che ti risponda per cercare di spiegarti il problema prezzi nel mondo del vino-ristorazione, contattami qui massimo.barbolini@fastwebnet.it altrimenti, hai ragione tu. Ciao