pranzo del 26 Novembre 2008,

In ogni romanzo che si rispetti, specie in quelli scritti bene in cui non mancano mai riferimenti al cibo, c’è sempre una qualche trattoria in cui si preparano gustose pietanze.
Perchè la vera trattoria è da sempre quel luogo senza pretese in cui si incontrano persone il più delle volte modeste nell’aspetto ma geniali nelle idee e in cui soprattutto si mangia bene, quasi mai in modo leggero e quasi sempre a poco prezzo.
Le trattorie, quelle vere, oggi sono quasi del tutto scomparse. Sono state scalzate impunemente dalla velocissima e modernissima pausa pranzo, ossia quell’intervallo tra il lavoro ed il lavoro che deve essere breve e leggero per consentire una pronta ripresa delle proprie importantissime occupazioni e pertanto deve essere mestamente consumato in mense asettiche o squallidi bar.
Come dice il grande Gordon Gekko a Buddy Fox: “Il pranzo è per chi non ha niente da fare”
Qualche volta, come per incanto, capita che proprio non ci riusciamo a dare ragione al vecchio e avido Gordon e pensiamo che le attività del nostro pomeriggio non sono poi così sacre e che, in fondo, avremmo voglia di un pranzo come si deve una volta ogni tanto.

Il mitico Togliatti (che speriamo non ci faccia causa per sfruttamento di immagine)
Qualche volta basta guardarci negli occhi che già abbiamo capito. Quelle volte ci lanciamo di corsa verso la Pomposa ed arriviamo da Ermes. Noi capitani di lungo corso non ci facciamo intimidire dalla onnipresente fila nella quale ritroviamo con soddisfazione molti compagni. Non neghiamo un saluto al vecchio Togliatti che, sempre vigile sulla porta con in mano il bicchiere di bianco, lascia sfuggire da quelle guance arrossate dal vino e dall’età commenti salaci a ogni donna a tiro.
Varcata la soglia non ci impressiona il consueto caos e, nel mare in tempesta di pietanze bottiglie e buoni odori di cucina, riconosciamo subito la voce di Ermes che immancabilmente si lamenta di qualcosa o tuona ordini a casaccio e chiama forte quando vuole qualcosa o qualcuno c’è sempre uno che gli risponde.

Sappiamo bene che il momento è delicato, occorre bloccarlo e con aria decisa mettere subito in chiaro quanti siamo e fargli capire con uno sguardo ben assestato che, malgrado la fila, non saremo certo noi da arrenderci.

Il grande Ermes
E’ allora inevitabile la risposta dell’oste dal quale sappiamo bene che riceveremo un paio di “scoppole” dietro la nuca e una pletora di rimbrotti il tutto, rigorosamente, preceduto dall’immancabile incipit “Vè Gabian”. Perchè da Ermes tutti sono dei gabbiani, tocca adattarsi.

Salame e ciccioli per iniziare
Se non siamo in uno dei suoi rari giorni di grave e tristerrima introspezione, difficilmente Ermes ci manderà via con la scusa dell’eccessiva affluenza. Assai più probabilmente ci annuncerà un tempo di attesa triplicato, per pura civetteria.

penne ragù e funghi
Noi che non ci facciamo certo spaventare dall’attesa manderemo allora un volontario in una missione ad alto rischio in cucina, ove la Bruna, vero deus ex machina della situazione, lavora sapientemente dosando ingredienti per la soddisfazione degli stomaci altrui. Il nostro ardito, se fortunato, potrà rientrare alla base con un carico di pane e salame oppure, ma solamente in casi eccezionali, con qualche polpetta o preziosissime frittelle di baccalà.

ottime tagliatelle al ragù

non può mancare qualche bel cipollotto e qualche rapanello
Non dimenticate poi che Ermes è un vero mattatore e se lo trovate in buona può essere un vero spettacolo.
Il menù, come una volta, è scelto in base al giorno. Così il giovedì non mancheranno le costine al forno, il venerdì in cui è risaputo che si mangia di magro, ci saranno I tortelli di ricotta gli spaghetti al tonno e… lo stracotto d’asino con polenta! (mica siam tutti osservanti!)

La mitica catoletta

un piattone comune di ossi buchi che dovevamo per forza assaggiare
Il mercoledì è il giorno della catoletta (si pronuncia rigorosamente la “a” al posto della “o”, mica siamo a Milano). C’è chi dice, scherzando, che la panatura è talmente ricca che ci si potrebbe foderare un cappotto. Io so che è una vera goduria e per quanto grande sia non ho mai visto qualcuno lasciarne un pezzo.

un buon belsone da pucciare nel vino
Da Ermes è un locale che invita al gozzoviglio, è un luogo in cui il lambrusco scende fin troppo bene e nel quale il mondo appare, in un istante, un luogo migliore rispetto a quanto si pensava prima di entrare.

la sala
Non manca, alla fine, un piccolo regalo a tutti i modenesi doc che hanno avuto la pazienza e il tedio di leggere queste righe fino alla fine.
Una bellissima poesia di Romolo Levoni (che spero non se la prenderà per la citazione) dedicata proprio a Ermes e non a caso intitolata “un gabiàn a Mòdna”. I versi sono stati scritti in occasione di una raccolta fondi intrapresa proprio da nostro oste (che è burbero ma ha un cuore d’oro) a favore dei bimbi del Kenya.
A – ghe ‘na gran samàna
‘sta not, sòv’ra-a-l’altana.
I triganèin mudnès
ièin agitè, per via
d’un’et’r usèl, mai vèst,
c’an-nès-sà cus’al sia.
Àl per una cumàata,
cùn el sò grandi èl…
àl blèsga immèz a-l’ària
alzèr come-ùn mantèl…
L’è stòf e megher stlè
Àl dis c’àl vin de’d via…
Àl zzerca un certo Ermes
c’al gà ‘na Tratoria…
Dàl Kenya, un biglitèin
mandè chè da-i sò fiò…
chi-èin in adozioun
cùn di eter ragazò…
Perbàco! L’è che vsèin
a te’gh purtàm dmatèina
pasànd da la Pumpòsa
e da la Ghirlandèina…
Àl giòren dop, insàmm,
I fàn soquant girtèin
pò, quànd i-àl vàden fòra,
zò cùn àl biglitèin!
‘N’ucèda… nes in aria,
I oc sàt a la man…
un ùrel… come-àl troun:
hei!… tè… vin chè… GABIÀN !
Passiamo alla cassa: da Ermes non c’è un prezzo a portata ma si paga una somma forfettaria che varia secondo la quantità consumata, il grado di affezione al locale e soprattutto l’umore dell’oste. Un pranzo completo varia dai 15,00 ai 20,00 euro a persona tutto compreso (anche una bella “scoppola”).
Trattoria Ermes
Telefono: Non ce l’ha!
Via Ganaceto 89-91
Modena (MO)
Aperto a pranzo dal lunedì al sabato
Visualizza il locale sulla mappa
Aureliano
Il gruppo dei fans di Ermes su Facebook… dove potete trovare foto del nostro mitico oste…
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Questi sono i posti che piacciono a me, familiari, goderecci e sempre un po disordinati.
Spesso si mangia meglio in una trattoria che in un ristorante e non soltanto per la cucina, ma proprio per l’ambiente e per l’atmosfera di certi posti. Ci si rilassa di piu e ci si gode di piu il momento.
Ma si fa la fila in strada? Bhe comunque sia mi pare proprio che valga la pena!
Ottima la citazione da “Wall Street”, e meno male che non vi hanno servito una bistecca tartara come è capitato al giovane Buddy.
Un saluto a tutti.
Che bella rece, non trovo altre parole. Un pizzico di emozione perche’ visitavo questo ristorante quando mio padre era “normale”…Ah se vola il tempo..Bravi! Ciao Massimo
P.s. Rinnovo l’invito per domenica sera dalle 19 alle 21 in Eno, anche al milanista che dopo domenica sera dovrebbe essersi fatto “quattro” risate…..
Grazie mille per i complimenti.
Sì, si fa la fila in strada, ma quasi sempre in buona compagnia.
Master, dipende dal ristorante e dalla trattoria e soprattutto dipende da quello che vuoi mangiare. In ogni caso un pranzo da Ermes vale sempre la pena!
Bella alle, il servizio su ermes mi pare abbastanza completo….anzi…..
Splendido racconto (non esistono le Rece, quelle sono compiti delle Guide).
La Tavola, il Cibo, sono dei medium di emozioni.
E i bei racconti come questo ne sono il complemento.
Bravo Aureliano.
Sararlo.
Ti ringraziamo per i complimenti, da un maestro di racconti sono ancora più graditi.
Buon Natale ragazzi, siete stai “buoni” e bravi, quindi vi meritate tanti regali!
Un abbraccio.
The Master Of Cook
Tanti auguri di buone feste e un grande 2009 a Master e a tutti i lettori della grande abbuffata.
…E anche a quelli che non la leggono. Tiè!
ciao, da Ermes ci sono stato qualche mese fa ed ho avuto le stesse tue impressioni. Certi piatti te li impone ma quando li assaggi non li dimentichi.
E poi lui vuole la ricompensa del gradimento del cliente ma non si può non dargliela. .. sono troppo buoni i suoi piatti! ad esempio la catoletta…
ciao e complimenti x il blog
Enrico
Ciao, benvenuto nel nostro blog Enrico, Ermes è un personaggio che va preso per quello che è, sornione, furbo, gioviale e permaloso…ma a casa sua si sta benissimo.. noi lo adoriamo!!
Patatone
Interessante il tuo blog, recensioni approfondite. Mi piacciono sopratutto le tante foto, si capisce bene il locale.
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